La risposta all’emergenza: 40mila euro in meno di una settimana
Una mobilitazione fulminea ha permesso di raccogliere 40mila euro in appena cinque giorni. Le prime due tranche di aiuti sono partite il 1° settembre con destinazione Nepal, coordinate dall’associazione bellunese “Giuliano De Marchi per il Nepal” (Agdm).
«La nostra voce si è sparsa ben oltre i confini locali. Tantissimi veneti hanno risposto e siamo stati contattati persino dagli Stati Uniti», spiega la presidente Simonetta Civran. L’organizzazione, attiva dal 2015, finanzia interventi sanitari ed educativi nel Paese asiatico.
L’urgenza attuale nasce dal disastro dello scorso 26 agosto, quando un’ondata di ghiaccio e roccia ha travolto l’area di confine tra Nepal e Cina, spazzando via interi centri abitati.
Dall’accoglienza degli sfollati al ripristino delle strutture
I primi fondi hanno sostenuto 400 persone sfollate dalle zone montane di Rasuwa e accolte nel monastero Gosok Phuntsok Choeling, alle porte di Kathmandu. L’intervento, gestito tramite la Ong Monviso Nepal foundation, ha garantito la distribuzione di riso, materassi, coperte e vestiti.
Nei prossimi giorni partirà una nuova tranche da 12mila euro per la riapertura di scuole e presidi medici danneggiati. Gli operatori sul campo dovranno ripulire gli edifici parzialmente agibili e ricostruire da zero le strutture crollate.
Supporto psicosociale e tutela delle donne
Accanto ai beni materiali, l’emergenza richiede interventi mirati per le fasce più deboli della popolazione. L’associazione locale Prerana sta monitorando i bisogni nei distretti di Rasuwa e Nuwakot per allestire spazi protetti destinati a minori, donne e anziani.
I fondi italiani finanziano anche l’acquisto di farmaci, prodotti per disinfettare l’acqua, indumenti e integratori per donne in gravidanza attraverso la struttura Ocmc di Thapathali. La logistica è affidata alla rete di Apeiron Nepal, che gestisce il centro protetto CasaNepal.
Altri aiuti diretti hanno raggiunto 100 famiglie nel comune rurale di Gosainkunda, fornendo assistenza immediata a circa 500 residenti rimasti senza una casa.
La continuità della memoria
L’associazione porta il nome di Giuliano De Marchi, medico urologo dell’ospedale San Martino di Belluno e accademico del Club Alpino Italiano, scomparso nel 2009 durante un’ascensione sull’Antelao. L’attività umanitaria prosegue seguendo il legame che il medico aveva stretto con le comunità himalayane.
Per sostenere gli interventi post-alluvione, i versamenti possono essere effettuati sul conto di Agdm presso Banca Prealpi San Biagio (IBAN: IT23K0890411900011000006064) con la causale: “Donazione per soccorso alle popolazioni nepalesi colpite da alluvione”.

