Rapporto Coop 2026, l’allarme sui consumi: famiglie più frugali schiacciate da Pil fermo e rincari

Ernesto Dalle Rive presenta il Rapporto Coop sui consumi degli italiani
Presentazione dell'anteprima digitale del Rapporto Coop a Milano.

L’incertezza internazionale e il rallentamento economico continuano a pesare sulle abitudini di acquisto in Italia. A tracciare il quadro è l’anteprima digitale del Rapporto Coop 2026 – Consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani, elaborato dall’Ufficio studi di Ancc-Coop e illustrato a Milano.

Il dossier evidenzia gli effetti prolungati delle tensioni globali sul potere d’acquisto e sullo stato d’animo dei cittadini, confermando una fase complessa per i bilanci familiari.

L’impatto dell’instabilità globale sulle famiglie italiane

“Il rapporto Coop ci consegna una fotografia di un Paese che ha preso atto delle difficoltà derivanti dalla situazione geopolitica”, ha dichiarato Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop. “L’instabilità è un dato permanente ormai dei rapporti politici fra le nazioni”.

Dalle Rive ha ricordato come l’associazione avesse già segnalato l’avvio di una fase critica: “L’anno scorso abbiamo definito quella in cui entravamo ‘l’era del caos’ e, purtroppo, questo caos si è consolidato e impatta profondamente sul sentiment e sulla vita delle famiglie e dei nostri soci e clienti”.

I dati mostrano un acquirente sempre più cauto, diviso tra il desiderio di mantenere standard qualitativi elevati e la necessità di ridurre le uscite quotidiane.

“L’indagine ci consegna un consumatore preoccupato, fortemente in crisi rispetto alle proprie idee di futuro, con atteggiamenti quasi frugali”, ha spiegato il presidente di Ancc-Coop.

La contraddizione tra aspirazioni personali e frenata del Pil

Nonostante la pressione economica, le persone tentano di preservare la cura personale e il valore della tavola come momento di aggregazione.

Rapporto Coop 2026, l'allarme sui consumi: famiglie più frugali schiacciate da Pil fermo e rincari

Il consumatore “cerca di coniugare l’atto di spesa con delle ambizioni, come quella a prendersi cura di sé e a gratificarsi con quello che mette in tavola, o quelle legate alla felicità nel rapporto col cibo e nella ritrovata convivialità all’interno del nucleo familiare”.

Questi desideri si scontrano tuttavia con i limiti strutturali del sistema Paese: “Il Pil di questo Paese non cresce, la produttività è in calo, l’inverno demografico ci consegna una situazione in cui investire sul futuro è sempre più difficile”.

Le richieste della grande distribuzione al Governo

Per rispondere a questo scenario, il sistema cooperativo punta sull’ottimizzazione interna delle risorse per sostenere il potere d’acquisto, ma sollecita interventi normativi mirati.

“Siamo impegnati in un processo di efficientamento del nostro sistema di cooperative aderenti alla nostra associazione”, ha evidenziato Dalle Rive, rimarcando la necessità di dialogare con l’esecutivo su due fronti precisi:

  • Costi energetici: riconoscimento per le aziende della grande distribuzione organizzata dello status di imprese a forte consumo di energia, consentendo l’accesso alle agevolazioni sugli oneri di sistema già previste per il comparto industriale.
  • Patto per il lavoro: interventi nell’ambito del tavolo di confronto permanente con la GDO per rendere strutturale il taglio del cuneo fiscale, compensando i rinnovi contrattuali senza penalizzazioni per le imprese.

L’obiettivo indicato da Coop è garantire un effettivo trasferimento di ricchezza nelle disponibilità economiche dei lavoratori attraverso misure stabili di sgravio fiscale.

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