Un’escalation di minacce, sfuriate e aggressioni fisiche durata mesi ha preceduto il tragico femminicidio consumato lungo la corsia dell’autostrada A1. La ricostruzione emerge in modo dettagliato dalla deposizione della madre di Lorena Isceri, ora inserita nel fascicolo d’inchiesta coordinato dalla Procura di Firenze.
I comportamenti dell’ex compagno, Federico Vella, erano progressivamente mutati dopo la scoperta di un tradimento. La decisione della donna di interrompere la relazione ha innescato una spirale violenta culminata sul viadotto autostradale, dove la vittima è stata gettata nel vuoto mentre era ancora in vita, prima che l’uomo si togliesse a sua volta la vita.
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Dalla convivenza alla scoperta dell’infedeltà
La coppia si era conosciuta nell’ottobre del 2024 a Firenze all’interno di una palestra. Dopo pochi mesi di frequentazione, i due avevano scelto di convivere nell’abitazione di lui.
La situazione è precipitata nell’aprile successivo, quando Lorena ha scoperto casualmente sullo smartphone del partner alcune conversazioni con un amico, nelle quali Vella dichiarava di essersi innamorato di un’altra donna. Alla richiesta di chiudere il rapporto, l’uomo ha reagito distruggendo sul pavimento tutti i regali ricevuti dalla compagna.
Nonostante un viaggio in Grecia nel tentativo di salvare la relazione, la tensione è rimasta costante. La paura per le reazioni aggressive dell’uomo si è intensificata dopo che lui ha scoperto una confidenza fatta da Lorena alla propria ginecologa.
La terapia interrotta e la fuga in Puglia
Ogni tentativo di mediazione, compreso un percorso intrapreso presso uno psicanalista, si è concluso rapidamente a causa di continui scontri verbali. Vella considerava qualunque richiesta di supporto esterno come una forma di tradimento personale.
Le minacce armate tra le mura di casa
L’episodio decisivo che ha convinto Lorena a troncare ogni contatto si è verificato all’interno dell’appartamento, quando Vella l’ha minacciata impugnando un coltello da cucina. Subito dopo l’aggressione, l’uomo si è gettato a terra per sbarrarle fisicamente la porta e impedirle di andarsene.
La donna è riuscita comunque a lasciare la Toscana per rifugiarsi a casa della madre, in Puglia, dove è rimasta fino al 28 agosto. Lorena ha scelto di non sporgere denuncia formale, sperando che la distanza bastasse a placare le insistenze dell’ex compagno, il quale continuava a tempestarla di telefonate e messaggi.
Il ritorno al lavoro e il dramma sull’A1
Il rientro obbligato in Toscana per impegni lavorativi ha riaperto il contatto indesiderato con l’uomo, che ha ripreso a pedinarla e molestarla fino al giorno del sequestro nell’abitazione.
Nelle ore precedenti al delitto, Vella ha cercato ripetutamente al telefono la madre di Lorena, inviandole insulti per la mancata risposta. Alle 14:58 l’uomo ha inviato il suo ultimo testo alla donna: “Tua figlia è morta”.

