A Ferrara si accendono le cineprese per ricostruire la vicenda di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto il 25 settembre 2005 durante un controllo di polizia in via Ippodromo, caso giudiziario concluso con la condanna definitiva di quattro agenti.
Il lungometraggio si intitola Lo stato del silenzio. Il set apre i battenti lunedì nelle strade della città emiliana, con una programmazione di riprese che occuperà il 2026 per arrivare nelle sale cinematografiche nel 2027.
Le riprese a Ferrara e il volto del protagonista
Il ruolo di Federico è affidato a Francesco Morelli, attore ferrarese di 25 anni. Quando accaddero i fatti ne aveva appena quattro, ma oggi porta sulle spalle il peso di una memoria collettiva mai spenta.
Alla presentazione ufficiale del progetto, Morelli ha incontrato Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti, i genitori del ragazzo. Un momento che segna l’avvio operativo di una produzione fortemente radicata nel territorio.
Francesco Morelli insieme a Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti.
“Quando è accaduta la tragedia ero molto piccolo, ma quella di Aldro è una storia che ha permeato i giovani, la mia famiglia e l’intera città“, ha spiegato l’attore durante la presentazione. “Raccontiamo una storia in cui la gioventù è stata spezzata”.
La collaborazione con la famiglia Aldrovandi
Il percorso che ha condotto al film è iniziato nel 2024, attraverso una serie di incontri costanti tra i realizzatori e i familiari di Federico per impostare una narrazione rigorosa dei fatti.
La sceneggiatura, scritta a sei mani da Valeria Luzi, Manuel Benati e Stefano Muroni, intende ricostruire la battaglia legale e umana affrontata da Lino e Patrizia Aldrovandi per ottenere l’accertamento della verità processuale.
Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti con il regista Manuel Benati.
La produzione indipendente e la raccolta fondi
L’opera segna il debutto alla regia di Manuel Benati ed è prodotta da Controluce Produzione, realtà fondata da Muroni e Luzi, in sinergia con Ferrara La Città del Cinema.
Per sostenere i costi dell’opera è stata attivata una campagna di crowdfunding aperta a donatori privati e istituzioni, operativa fino alla conclusione dell’anno corrente.
“Abbiamo lavorato a lungo a fianco della famiglia Aldrovandi per garantire il massimo rigore”, ha sottolineato Stefano Muroni in merito all’avvio del lavoro sul set.



