347mila pensionati italiani vivono all’estero: ecco dove si trasferiscono e le cifre dell’Istat

Documenti di viaggio e passaporto per pensionati italiani all'estero
Più di 347mila pensionati italiani percepiscono l'assegno previdenziale risiedendo oltreconfine.

La cosiddetta “emigrazione previdenziale” rappresenta un fenomeno ormai consolidato. Al 31 dicembre 2024, i dati Istat certificano che 347mila cittadini italiani residenti all’estero percepiscono un trattamento pensionistico.

Le motivazioni dietro le partenze combinano la ricerca di un costo della vita più accessibile, regimi fiscali di favore e la volontà di ricongiungersi con figli e nipoti stabilitisi fuori dall’Italia.

L’identikit dei titolari di assegno oltreconfine

Il gruppo più consistente è rappresentato da chi è nato sul territorio italiano: si tratta del 72% del totale, pari a circa 250mila persone, con una netta prevalenza maschile.

Il restante 28%, poco più di 97mila individui, comprende invece persone nate all’estero, dove la componente femminile raggiunge il 62%.

I numeri non fotografano solo chi decide di trasferirsi dopo il pensionamento. Includono le vecchie generazioni di emigrati, i loro discendenti e i lavoratori stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana prima di rientrare nel Paese di origine.

Le rotte principali tra Europa e Nord Africa

Il potere d’acquisto gioca un ruolo decisivo nelle scelte di trasferimento, complici le agevolazioni fiscali e i costi ridotti per alloggi e servizi.

In Spagna risiedono attualmente circa 13mila pensionati italiani, mentre il Portogallo ne registra 4mila.

Il primato della Tunisia

Fuori dal continente europeo la destinazione principale è la Tunisia, scelta da circa 3mila pensionati italiani.

347mila pensionati italiani vivono all’estero: ecco dove si trasferiscono e le cifre dell'Istat

In territorio tunisino il 91,5% della platea è composto da persone nate in Italia, un dato che evidenzia trasferimenti avvenuti quasi interamente a carriera lavorativa conclusa.

Dalle mete storiche alle migrazioni di ritorno

La distribuzione geografica ricalca la storia dei flussi migratori italiani. In Germania, Svizzera, Francia, Belgio e Regno Unito, la quota di pensionati nati in Italia oscilla tra l’80% e il 90%, trattandosi in larga parte di lavoratori partiti nei decenni scorsi e rimasti all’estero.

In America centro-meridionale lo scenario cambia: solo il 36,5% dei pensionati con passaporto italiano è nato in Italia. In quest’area prevalgono i discendenti che hanno ottenuto la cittadinanza e ricevono trattamenti previdenziali dal sistema italiano.

Dinamica differente per Croazia (3mila pensionati) e Romania (2.500 pensionati), dove un titolare su tre è nato sul posto. L’Istat definisce questo flusso come “migrazione di ritorno”, costituito da cittadini naturalizzati italiani che decidono di passare gli anni della pensione nella propria terra d’origine.

Comunità italiana all’estero a quota 6,6 milioni

Il quadro previdenziale si inserisce nel progressivo aumento dei connazionali residenti fuori dai confini nazionali. Le stime preliminari dell’Istat fissano a 6 milioni e 604mila la popolazione italiana all’estero a fine 2025, con un incremento di circa 183mila persone rispetto all’inizio dell’anno.

Nel corso del 2025 le cittadinanze italiane acquisite oltreconfine sono state 127mila, mentre il saldo migratorio complessivo ha segnato 53mila espatri netti.

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