Gloria Steinem è morta a New York all’età di 92 anni. Giornalista, scrittrice e figura centrale delle battaglie per i diritti civili e l’uguaglianza di genere, si è spenta nella sua abitazione circondata dalle persone più vicine.
La notizia del decesso è stata confermata ufficialmente dai familiari e dai canali della sua organizzazione.
L’annuncio e gli ultimi anni a New York
La fondazione dell’attivista ha diffuso una nota ufficiale per ricordare il suo percorso: «Gloria Steinem è morta in pace nella sua casa a New York. Gli anni, quasi un secolo, che ha trascorso sulla terra sono stati ben vissuti, e ha continuato a lavorare per l’uguaglianza fino alla fine».
I rappresentanti dell’autrice hanno evidenziato la sua costante attitudine al dialogo e all’ascolto, elementi cardine che hanno caratterizzato tutta la sua carriera pubblica e privata.
Una donatrice di sangue
Negli ultimi decenni la sua residenza newyorkese era diventata un punto di riferimento per attivisti e intellettuali. Steinem ha ospitato centinaia di persone nella propria sala da pranzo per i Talking Circles, incontri collettivi dedicati al confronto sociale e politico.

L’eredità culturale e l’ultimo manoscritto
L’abitazione in cui ha vissuto per oltre cinquant’anni è al centro delle riflessioni contenute nel suo prossimo libro, An Unexpected Life. Nelle pagine del testo, l’autrice riflette sul valore dello spazio condiviso e sul passaggio generazionale delle lotte sociali.
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La richiesta della fondazione
Tra i principi che Steinem amava ripetere figura l’adagio: «Un battito di ali può cambiare il tempo a centinaia di miglia da qui», metafora dell’impatto collettivo delle singole azioni civili.
La famiglia ha chiesto a quanti intendano onorare la memoria della scrittrice di non inviare fiori, ma di indirizzare un contributo economico a sostegno delle attività della Fondazione Gloria.



