Barrichello svela la Ferrari d’oro: i 600 km al giorno nei test, Schumacher e il patto con Brawn

Barrichello svela la Ferrari d'oro: i 600 km al giorno nei test, Schumacher e il patto con Brawn
Barrichello svela la Ferrari d'oro: i 600 km al giorno nei test, Schumacher e il patto con Brawn

Due vittorie a Monza con il Cavallino Rampante e sei stagioni passate nel box accanto a Michael Schumacher. A 54 anni, Rubens Barrichello continua a gareggiare e trasmette la passione ai figli Fernando ed Eduardo, ripercorrendo i momenti chiave della sua carriera tra Formula 1 e retroscena tecnici del ciclo dominante tra il 2000 e il 2004.

Gli esordi e l’insegnamento di Alex Zanardi

Il rapporto di Barrichello con l’autodromo di Monza affonda le radici nel 1992, durante il campionato di Formula 2000 con il team padovano Il Barone Rampante. Fu Alex Zanardi a fargli da maestro sul tracciato brianzolo, spiegandogli traiettorie e punti di frenata curva dopo curva.

A unire i due piloti fu anche la storia personale del brasiliano, legata all’Italia dalle origini trevigiane dei bisnonni, partiti da Castello di Godego. Zanardi divenne subito una figura di riferimento costante nelle prime fasi del percorso agonistico di Rubens.

La convivenza con Schumacher a Maranello

Tra il 2000 e il 2005 la Ferrari ha dominato la Formula 1 puntando sulla coesione di un gruppo guidato in pista dal pilota tedesco. Barrichello ricorda come la divisione dei compiti fosse netta e priva di alibi tra motoristi, telaisti e addetti agli pneumatici.

Fuori dal paddock, i due trascorsero anche momenti privati con le famiglie, compreso un viaggio a Disneyland a Orlando. Nel lavoro di sviluppo, il brasiliano conquistò progressivamente la fiducia del compagno di squadra, fino al punto in cui Schumacher stesso lasciava a lui le scelte finali sul setup della vettura.

I collaudi estenuanti al Mugello e il patto con Ross Brawn

La preparazione della Ferrari richiedeva sessioni di test continue, con carichi di lavoro enormi concentrati su un singolo pilota.

In Toscana Barrichello arrivava a coprire oltre 600 chilometri al giorno, l’equivalente di due interi gran premi percorsi in solitaria tra le curve impegnative come l’Arrabbiata 2. Durante una sessione di prove, mentre il pilota preparava i bagagli per rientrare a casa dal figlio di un anno, l’allora direttore tecnico Ross Brawn lo convinse a restare un giorno in più offrendogli come ricompensa una cena a base di bistecca a Firenze.

Da Hockenheim 2000 al ritorno sui kart

La prima vittoria in carriera arrivò nel Gran Premio di Germania del 2000, rimontando dalla diciottesima posizione sulla griglia dopo aver rotto il motore e ceduto il muletto a Schumacher. Barrichello scelse di restare in pista con gomme da asciutto sotto il diluvio, ignorando i rientri ai box programmati e vincendo la scommessa con il muretto.

Tra i successi più sentiti figura anche Silverstone 2003, al volante della F2003-GA, da lui considerata la migliore monoposto mai guidata. Il percorso è stato segnato anche dal drammatico venerdì di Imola nel 1994, quando il violento impatto contro le barriere alla Variante Bassa gli costò diverse fratture, a cui si è aggiunto nel 2018 il recupero da un ictus.

A 54 anni il pilota brasiliano prepara la partecipazione al Mondiale di karting nella categoria KZ, continuando a scendere in pista anche nelle manifestazioni storiche con la Ferrari F2002.

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