La morte di Lorena Isceri riaccende il dibattito sulla prevenzione della violenza di genere e sul ruolo delle aule scolastiche nell’intercettare dinamiche tossiche prima dell’irreparabile.
Sulla vicenda è intervenuto direttamente il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), esprimendo cordoglio per la vittima e ponendo l’attenzione sui segnali d’allarme che precedono le aggressioni.
La vicenda e il divario tra paura e denuncia
Stando agli elementi finora emersi e richiamati dal Coordinamento, Lorena Isceri sarebbe stata assalita dall’ex compagno e rinchiusa nel bagagliaio di un’auto, riuscendo a lanciare un allarme durante il tragitto. Gli accertamenti definitivi restano affidati alla magistratura.
Il CNDDU evidenzia come la paura fosse presente già prima dell’epilogo violento, senza però sfociare in una denuncia formale alle autorità.
Secondo l’associazione, esiste spesso una distanza complessa tra il percepire il pericolo e il richiedere protezione: pesano legami pregressi, esitazioni e l’incapacità di valutare l’invasività crescente di certi comportamenti.
Il confine tra affetto e prevaricazione
Il messaggio dei docenti si rivolge in modo diretto alle nuove generazioni: la conclusione di un rapporto affettivo non concede alcun diritto di controllo sull’altro.
Sorveglianza, intimidazioni e insistenze non possono essere confuse con l’interesse sentimentale. L’accettazione di una separazione o di un rifiuto deve diventare una regola comportamentale radicata prima ancora dell’intervento del codice penale.
Il compito degli istituti scolastici
La scuola non sostituisce il lavoro della magistratura o delle forze dell’ordine, ma possiede il compito di fornire strumenti critici agli studenti.
- Distinguere il legame affettivo dal possesso.
- Separare il normale conflitto dalla coercizione psicologica o fisica.
- Riconoscere che la libertà decisionale del partner non ammette deroghe.
Per il CNDDU la prevenzione efficace richiede un’alleanza costante tra scuola, famiglie e istituzioni territoriali, evitando di minimizzare le richieste di aiuto o i segnali di disagio.

