Tirare lo sciacquone del bagno senza abbassare il coperchio trasforma il sanitario in un diffusore di particelle invisibili ma potenzialmente pericolose. Una revisione sistematica guidata dalla professoressa Lira Adiyani, condotta tra la Facoltà di Scienze e Ingegneria dell’Università Flinders e l’Università di Adelaide, ha quantificato con precisione la traiettoria e la persistenza dei bioaerosol generati dal flusso d’acqua.
La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Science of The Total Environment, ha analizzato i dati di 22 indagini scientifiche internazionali. Tra queste figura anche la celebre sperimentazione del 2022 dell’Università del Colorado, guidata da John P. Crimaldi, che aveva reso visibile con laser e coloranti fluorescenti la colonna di microgoccioline espulsa durante lo scarico.
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Il pennacchio invisibile: aerosol fino a 163 centimetri
I dati aggregati mostrano che i comuni sanitari spingono le goccioline d’acqua fino a 163 centimetri di altezza dal bordo della tazza. Questa traiettoria intercetta direttamente la zona di respirazione di un adulto medio in posizione eretta.
Le particelle proiettate restano sospese nell’aria per circa 20 secondi prima di depositarsi sugli oggetti vicini. Molte presentano un diametro inferiore a 3 micrometri, dimensione ideale per penetrare in profondità nell’apparato respiratorio umano.
Questo fenomeno crea rischi concreti di inalazione per agenti patogeni noti per colonizzare le deiezioni umane o le vie aeree, tra cui il coronavirus SARS-CoV-2, il batterio Escherichia coli, i virus influenzali e il norovirus, particolarmente contagioso negli ambienti chiusi.
La turbolenza e il volume dello sciacquone
La violenza con cui l’acqua impatta contro le pareti in ceramica influisce direttamente sul volume di particelle rilasciate. L’impatto ad alta velocità crea vortici che frammentano il liquido in una nebbia microscopica.

I ricercatori hanno calcolato che per ogni litro supplementare d’acqua impiegato durante il ciclo di scarico, la concentrazione di aerosol e bioaerosol aumenta di circa 1,3 volte.
Pressione e sistemi moderni
I sanitari commerciali presentano spesso meccanismi ad alta pressione che amplificano drasticamente la formazione della nube acquosa. Tra i sistemi analizzati spiccano:
- Flushometer a pressione diretta: impianti operanti tra i 2 e i 4 bar, diffusi nelle strutture commerciali e sanitarie.
- Sistemi di scarico a vuoto: impianti capaci di raggiungere i 7 bar di pressione, che producono un’onda di turbolenza estrema.
- Sanitari a doppio scarico domestici: il pulsante per il getto maggiore produce dispersioni aeree significativamente più elevate rispetto alla modalità ridotta.
La barriera del coperchio e la contaminazione laterale
I test con microrganismi traccianti hanno chiarito che abbassare il coperchio non riduce la quantità complessiva di microgoccioline generate dalla caduta dell’acqua. La chiusura modifica però radicalmente la traiettoria di proiezione.
A tavoletta alzata, il getto sale dritto verso l’alto propagandosi nell’intero volume della stanza. Con il coperchio abbassato, la nuvola viene deviata lateralmente, sfogando attraverso le fessure perimetrali tra la tazza e la seduta.
Questa deviazione scherma il viso e le vie respiratorie dell’utente, pur proiettando parte delle particelle verso le superfici basse, gli indumenti e i sanitari adiacenti come il bidet. Gli specialisti consigliano di selezionare la portata d’acqua più lenta a disposizione e igienizzare costantemente le superfici circostanti con disinfettanti dedicati.

