La figura di Gerda Taro torna al centro della scena cinematografica. Il film “La ragazza con la Leica”, diretto dalla regista Alina Marazzi, è stato scelto per aprire la sezione Orizzonti all’83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
A Venezia Taro, presentazione del film La ragazza con la Leica.
Dal romanzo Premio Strega al grande schermo
L’opera cinematografica trae origine dal romanzo di Helena Janeczek, vincitore del Premio Strega. Il progetto racconta la vita e l’attività sul campo della giovane fotografa, morta nel 1937 in Spagna mentre documentava i fronti della guerra civile.
Durante la presentazione al Lido, la regista ha evidenziato come la struttura del testo letterario abbia guidato l’impostazione visiva del film, fondendo testimonianze storiche e finzione su più piani temporali.
La fuga dalla Germania e l’uso della fotografia come lotta
La vicenda prende avvio nella Parigi del luglio 1937, rifugio per molti esuli sfuggiti alle persecuzioni del regime nazista. Attraverso continui salti cronologici emergono le tappe fondamentali dell’esistenza di Taro:

- L’impegno politico attivo a Lipsia;
- L’esilio in Francia e l’incontro con Robert Capa;
- L’adozione della macchina fotografica Leica come mezzo di documentazione e resistenza civile.
La valigia messicana e la riscoperta storica
Nel film Gerda Taro è interpretata dall’attrice Emilia Schuele. Per quasi sessant’anni la sua opera è rimasta oscurata dalla fama del compagno Robert Capa.
La definitiva rivalutazione del suo lavoro è avvenuta solo nel 1995, in seguito al ritrovamento a Città del Messico della valigia contenente i suoi rullini e negativi originali creduti dispersi.


