Il divario territoriale nell’accessibilità scolastica
L’adeguamento delle scuole italiane alle norme per l’accessibilità procede con forti disuguaglianze geografiche. Un’indagine condotta dalla rivista specializzata Tuttoscuola evidenzia come il Mezzogiorno registri le criticità più marcate nell’abbattimento delle barriere architettoniche.
Il ritardo coinvolge elementi strutturali primari, a partire dagli impianti per superare i dislivelli fino ai servizi igienici dedicati.
Ascensori e impianti di risalita: i numeri nazionali
Sul territorio nazionale, il 26% degli edifici scolastici si sviluppa unicamente al piano terra. Il restante 74%, corrispondente a 29.639 strutture su un totale censito di 39.993, presenta uno o più piani sopraelevati.
In questi complessi l’accesso per gli studenti con disabilità motorie o sensoriali dipende interamente dalla disponibilità di ascensori, servoscala o piattaforme elevatrici.

La situazione critica nel Mezzogiorno
Nel Sud Italia la quota di edifici dotati di ascensori scende al 36,5%. La maggioranza dei plessi scolastici meridionali privi di accesso a raso non garantisce quindi strumenti meccanici per raggiungere i piani superiori.
Carenze nei servizi igienici
Il divario infrastrutturale investe direttamente anche i bagni per persone con disabilità. Nelle regioni meridionali, poco più di un edificio su due dispone di strutture igieniche conformi ai requisiti di legge per garantire la piena fruibilità agli alunni non autosufficienti.

