A una settimana esatta dalla scomparsa di Maurizio Cappato a Cienfuegos, non ci sono tracce dell’ex agente della polizia stradale originario di Borsea. Il 63enne, residente a Cuba da otto anni, è svanito nel nulla dopo essersi recato sulla costa per una battuta di pesca.
La figlia Mary Cappato, docente a Badia Polesine, ha denunciato pubblicamente l’assenza di supporto concreto da parte della diplomazia italiana. La famiglia contesta il silenzio istituzionale, reso ancora più evidente dal tempestivo intervento fornito nei giorni scorsi all’ex parlamentare Alessandro Di Battista per un problema medico sull’isola.
La protesta contro la diplomazia italiana
«Anche oggi nessuna novità – ha dichiarato Mary Cappato –. Ieri non hanno risposto nemmeno al telefono dall’Ambasciata. Ho visto invece che l’ambasciatrice si è recata subito da Di Battista: evidentemente la priorità era lui».
I funzionari avevano inizialmente giustificato i ritardi nelle comunicazioni con i frequenti problemi alla rete telefonica e all’infrastruttura cubana. La discrepanza nei tempi di reazione ha sollevato la rabbia dei familiari, rimasti senza aggiornamenti ufficiali sui canali di soccorso.

Operazioni di perlustrazione e stop alle ricerche
Sul posto le ricerche sono state portate avanti quasi esclusivamente da privati. Oltre dodici persone, tra amici e conoscenti dell’uomo, hanno perlustrato a piedi e via mare l’area costiera dividendosi in squadre con il supporto di droni, senza individuare elementi utili.
Le autorità locali hanno già comunicato alla moglie di Cappato che le operazioni ufficiali di pattugliamento potrebbero essere interrotte definitivamente, lasciando l’eventuale avvistamento alla sola segnalazione casuale dei pescatori locali.
Gli oggetti ritrovati sulla scogliera
Nel punto in cui Cappato si recava abitualmente a pescare sono stati rinvenuti il suo scooter, lo zaino con gli effetti personali e il telefono cellulare. La canna da pesca è stata ripescata dall’acqua a poca distanza dalla riva.

