Venezia accoglie in pianta stabile l’universo visivo di Pierre Cardin. Il 12 settembre 2026 apre ufficialmente al pubblico Palazzo Cardin, nuovo polo museale ospitato a Ca’ Bragadin, nel sestiere di San Polo a pochi passi da Rialto.
L’inaugurazione cade a 75 anni esatti dal leggendario Ballo del Secolo organizzato a Palazzo Labia da Charles de Beistegui nel 1951, evento per cui Cardin disegnò 30 costumi dando avvio alla propria notorietà internazionale. L’edificio, legato storicamente anche alle memorie di Giacomo Casanova, apparteneva allo stilista dal 1981 ed è stato a lungo il suo rifugio operativo in laguna.
Creazioni storiche della maison Pierre Cardin.
Trecento opere e rotazione semestrale: l’allestimento a Ca’ Bragadin
Il percorso espositivo si sviluppa su 500 metri quadrati e raccoglie circa 300 pezzi realizzati tra il 1950 e il 2020. Curata da Andrea Burroni, la selezione comprende abiti scultura, accessori, calzature, gioielli e prototipi di design.
Il patrimonio in mostra attinge direttamente dagli archivi della casa di moda e subirà un ricambio totale ogni sei mesi, offrendo chiavi di lettura sempre differenti sull’evoluzione stilistica del sarto.
Abito d’archivio firmato Pierre Cardin.
Allestimento delle sale espositive all’interno di Palazzo Bragadin a Venezia.
Tra le creazioni di spicco figurano il cappotto rosso plissé in panno di lana del 1952, gli abiti da cocktail in lamé argento, le iconiche maniche a cerchi e i completi in crêpe di lana nera rifiniti con scolli rigidi in acciaio, oltre ai capi in cuoio degli anni Settanta.
Spazio anche alle celebri “Sculture utilitarie”: mobili, complementi d’arredo e lampade concepiti con gli stessi principi geometrici applicati alla sartoria.
Sfilata tributo per il centenario della nascita di Pierre Cardin a Venezia nel luglio 2022.
La gestione dell’archivio e il progetto di Rodrigo Basilicati-Cardin
A guidare la nascita della casa museo è Rodrigo Basilicati-Cardin, nipote dello stilista e presidente della maison, che ha catalogato l’imponente eredità materiale lasciata dal fondatore.
«Il palazzo lo possedeva dal 1981. Era il suo luogo di riposo, ma anche lo spazio in cui poteva fermarsi a pensare, progettare e creare», spiega Basilicati-Cardin. L’obiettivo dichiarato è trasformare la sede veneziana in un laboratorio vivo di confronto tra archivio e nuove generazioni di designer.
Interni di Palazzo Bragadin con le opere in mostra.
Il patrimonio recuperato conta numeri eccezionali: circa 30.000 abiti complessivi, di cui 13.000 realizzati direttamente nell’atelier parigino e almeno 1.000 confezionati a mano dallo stesso Cardin.
Dalle origini venete all’alta moda internazionale
Prima di affermarsi a Parigi, il designer era Pietro Cardin, nato il 7 luglio 1922 a San Biagio di Callalta, in provincia di Treviso. Nel 1945 il trasferimento in Francia ha segnato l’inizio della sua formazione, dagli studi di architettura all’apprendistato sartoriale presso le maison Paquin ed Elsa Schiaparelli.
Divenuto primo tagliatore da Christian Dior, Cardin ha lasciato la maison per dedicarsi ai costumi per il cinema e il teatro, collaborando con Jean Cocteau per il film La bella e la bestia del 1946.
Lo stilista francese Pierre Cardin nella sua residenza nell’aprile 1972.
Nel 1957, con il supporto di André Olivier, arrivano le robe bulles, abiti a bolla dai volumi geometrici inediti. Nel 1959 la decisione di distribuire il prêt-à-porter nei grandi magazzini Printemps ha rotto gli schemi dell’epoca, rendendo accessibile la moda d’autore a un pubblico di massa.
Creazione avveniristica dell’archivio Pierre Cardin Evolution.








