Microplastiche nei polmoni: trovate 232 particelle e cariche più elevate nei pazienti con tumore

Particelle di microplastica osservate al microscopio
Frammenti di microplastica analizzati in laboratorio.

I pazienti con diagnosi di tumore al polmone presentano concentrazioni di microplastiche sensibilmente più elevate rispetto a chi non ha la patologia. L’indicazione emerge da uno studio congiunto tra l’Università di Dublino e l’Università della Tessaglia, presentato a Barcellona al Congresso della European Respiratory Society.

I dati confermano che le vie aeree costituiscono uno dei canali primari di ingresso per questi frammenti sintetici nell’organismo umano.

L’indagine clinica tramite broncoscopia

I ricercatori hanno analizzato un gruppo di circa cento individui sottoposti a broncoscopia per disturbi respiratori. La procedura medica, eseguita in sedazione, ha consentito di prelevare materiale biologico direttamente dai bronchi.

Il protocollo ha previsto per tutti i soggetti un lavaggio polmonare con soluzione fisiologica per raccogliere liquidi e cellule. Metà della coorte ha affrontato anche una biopsia tissutale. All’interno del campione totale, la metà esatta dei partecipanti presentava una forma tumorale già accertata.

I dati: 232 frammenti rilevati

Le analisi di laboratorio hanno isolato complessivamente 232 particelle plastiche. Il 70% dei pazienti presentava almeno un residuo sintetico in uno dei campioni esaminati.

Nei pazienti oncologici la concentrazione e il volume totale di particelle sono risultati sistematicamente superiori rispetto ai soggetti con polmoni non affetti da neoplasie.

Distribuzione interna e ipotesi biologiche

La distribuzione delle particelle non è apparsa omogenea all’interno dell’apparato respiratorio. Chi presentava cariche elevate nel liquido di lavaggio tendeva ad averne meno nel tessuto sottostante prelevato con biopsia.

Ilias Dimeas, coautore dell’indagine, ha chiarito che il lavoro non stabilisce un nesso di causalità diretta. I frammenti potrebbero alimentare stati infiammatori e processi biologici legati alla carcinogenesi, ma esiste anche l’eventualità che un tessuto già compromesso dalla malattia trattenga le particelle con maggiore facilità rispetto a un polmone sano.

I polimeri identificati

La maggior parte del materiale individuato appartiene alle famiglie del polipropilene e del polietilene. Si tratta di sostanze adoperate su scala industriale per imballaggi, cavi elettrici, flaconi per bevande, fibre tessili e stoviglie.

Il gruppo di ricerca ha esteso il monitoraggio a pazienti affetti da patologie respiratorie croniche per quantificare l’impatto dei detriti inalati sulle lesioni polmonari non oncologiche.

Qui condivido consigli utili e lifehack per affrontare al meglio recupero anni, diplomi, debiti ed esami universitari. Istituto Impariamo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *