Sabotaggi alla rete elettrica in Germania: 165 casi sospetti e blitz contro un attivista di 48 anni

Sabotaggi alla rete elettrica in Germania: 165 casi sospetti e blitz contro un attivista di 48 anni
Sabotaggi alla rete elettrica in Germania: 165 casi sospetti e blitz contro un attivista di 48 anni

Le autorità tedesche hanno identificato il principale ricercato per la serie di sabotaggi contro le infrastrutture elettriche del Paese. Si tratta di un attivista ambientalista di 48 anni, originario di Gevelsberg, nella Renania Settentrionale-Vestfalia.

A dare la notizia è stato il ministro dell’Interno del Land, Herbert Reul. Nelle settimane precedenti l’ipotesi prevalente puntava verso operazioni clandestine orchestrate da Mosca per colpire gli asset strategici europei, ma due missive hanno impresso una svolta alle indagini.

Nelle lettere l’uomo rivendica le azioni motivandole con la lotta senza quartiere contro i combustibili fossili. Secondo Reul, i documenti contengono elementi tecnici riscontrabili unicamente dall’esecutore materiale dei blitz, anche se gli inquirenti non escludono la presenza di complici.

La caccia all’uomo e l’asse del carbone

Venerdì scorso le teste di cuoio hanno fatto irruzione nell’abitazione del 48enne senza trovarlo. Gli agenti hanno però sequestrato cariche di esplosivo e documenti operativi.

Il furgone dell’uomo, modificato ad uso camper, è stato individuato nella foresta di Hambach. L’area boschiva è da anni l’epicentro delle proteste contro le attività estrattive di lignite condotte dal colosso energetico Rwe.

Il fattore scatenante delle azioni resta proprio il carbone. Gli attacchi hanno preso di mira le stazioni di alimentazione delle centrali di Jänschwalde e Schwarze Pumpe, nel Brandeburgo, oltre agli impianti di Gohr, Bergheim-Rheidt, Dormagen e Weisweiler in Renania Settentrionale-Vestfalia.

A questi episodi si aggiunge la Sassonia, dove la polizia ha disinnescato ordigni collocati presso due nodi di distribuzione in seguito a una segnalazione pervenuta ai commissariati. A Jänschwalde l’incursione ha causato il blocco improvviso di 500 megawatt di potenza nominale, costringendo il gestore Leag a blindare gli accessi con pattugliamenti straordinari.

Impianti vulnerabili e obblighi di trasparenza

La facilità con cui sono stati condotti i blitz ha sollevato pesanti interrogativi tra gli operatori del settore. Christoph Müller, amministratore delegato del gestore Amprion, ha chiesto a Berlino di intervenire sui vincoli informativi imposti alle aziende energetiche.

La legislazione attuale impone infatti di pubblicare in rete mappe dettagliate delle reti di gas ed elettricità. “In questo modo rendiamo il compito fin troppo facile a qualsiasi attentatore”, ha dichiarato Müller alla Rheinische Post, sollecitando l’autorizzazione all’uso di droni di sorveglianza e telecamere anche al di fuori dei confini perimetrali degli stabilimenti.

A Bergheim, per esempio, i dispositivi di lancio usati per colpire i cavi ad alta tensione erano posizionati all’interno di un campo di mais adiacente all’impianto. La ministra dell’Energia della Renania Settentrionale-Vestfalia, Mona Neubaur, ha confermato la necessità di estendere i controlli visivi agli spazi pubblici circostanti.

I precedenti: dal blackout di Berlino al caso Tesla

Il titolare dell’Interno federale, Alexander Dobrindt, ha parlato apertamente del pericolo legato all’estremismo climatico, invitando a non abbassare la guardia su possibili emulazioni. Reul mantiene aperta anche la pista estera, ritenendo plausibili manovre ibride sotto copertura ideologica.

La rete elettrica tedesca era già finita nel mirino nei mesi scorsi. A gennaio un sabotaggio incendiario contro i tralicci nel quadrante sud-ovest di Berlino aveva lasciato al buio per giorni 45.000 utenze private, ospedali e oltre 2.200 aziende, mentre a marzo le fiamme avevano paralizzato la produzione della gigafactory Tesla di Grünheide.

Il Centro congiunto di difesa ibrida di Berlino (GAZ-Hybrid), inaugurato a metà giugno, ha censito oltre 165 episodi di presunto sabotaggio e ricognizione ostile sul territorio tedesco fino alla fine di agosto. La ridondanza delle linee ha evitato blackout generalizzati su scala nazionale, ma le falle nei punti isolati continuano a esporre la rete a rischi sistemici.

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