Il rientro in Italia di Alessandro Di Battista è stato sospeso all’ultimo momento. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle è stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza a L’Avana, dopo un repentino aggravamento del suo quadro clinico registrato poco prima del decollo verso Roma.
Il piano originario prevedeva il trasferimento a bordo di un’aeroambulanza con destinazione il Policlinico Gemelli della capitale. Di fronte al peggioramento dei parametri, l’equipe sanitaria ha optato per bloccare la partenza e intervenire direttamente sul posto.
Lo stop alla partenza prima del decollo
A rendere nota la cancellazione del volo sanitario è stata l’associazione Schierarsi, fondata dallo stesso Di Battista. La nota ha chiesto pubblicamente massima cautela e riservatezza sulla diffusione dei dettagli sanitari in attesa di novità ufficiali.
L’ex parlamentare si trovava a Cuba per realizzare un reportage destinato a Il Fatto Quotidiano. Il problema di salute si era manifestato inizialmente a Santa Clara con forti e persistenti dolori alla testa, episodio che aveva reso necessario un primo ricovero immediato.
Il ricovero e l’intervento dei medici italiani
Successivamente, Di Battista è stato trasferito presso la struttura ospedaliera Hermanos Ameijeiras di L’Avana. Nella capitale cubana lo ha raggiunto la compagna e madre dei suoi due figli, Sahra Lahouasnia.
Il ponte medico tra Roma e L’Avana
Per affiancare il personale sanitario locale sono partiti dall’Italia due specialisti del Policlinico Gemelli: un neurochirurgo e un rianimatore. L’invio dei medici è stato caldeggiato dall’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte per monitorare l’evoluzione del quadro.
Nei giorni scorsi è volato sul posto anche Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione Schierarsi, prima di rientrare in Italia. Di Giuseppe ha espresso ringraziamenti formali alla rappresentanza diplomatica italiana guidata dall’ambasciatrice Simona Di Martino per l’assistenza costante fornita alla famiglia.
La gestione delle spese sanitarie
Sul fronte dei costi del trasporto protetto, Di Battista aveva chiarito in precedenza la copertura integrale tramite la polizza assicurativa privata stipulata prima di intraprendere il viaggio all’estero.
Di fronte al dibattito politico divampato in patria sull’ipotesi di un volo di Stato, il giornalista Andrea Scanzi ha difeso l’attivista, sottolineando come l’utilizzo di mezzi statali non sia mai stato preso in considerazione dal diretto interessato. La rete vicina all’ex deputato e la redazione del quotidiano diretto da Marco Travaglio si erano comunque dichiarate disponibili a sostenere eventuali spese eccedenti la copertura assicurativa.

