Skip to content

NotizieNew

A 68 anni vive in auto dopo lo sfratto a Treviso: la storia dell’ex addetta alle pulizie e della figlia con un bimbo di 6 anni lontano

/ 5 min read 0
A 68 anni vive in auto dopo lo sfratto a Treviso: la storia dell'ex addetta alle pulizie e della figlia con un bimbo di 6 anni lontano
A 68 anni vive in auto dopo lo sfratto a Treviso: la storia dell'ex addetta alle pulizie e della figlia con un bimbo di 6 anni lontano

A 68 anni si ritrova a trascorrere le notti sui sedili di una Kia Picanto nera a Treviso, avvolta in tre coperte per proteggersi dall’umidità dopo uno sfratto a Treviso che l’ha lasciata senza un tetto. Nelle stesse condizioni si trovano la figlia trentenne e il genero quarantaquattrenne, accampati in una seconda auto parcheggiata poco distante, costretti a separarsi dal figlio di appena 6 anni per metterlo al riparo dalla strada.

La protagonista di questa vicenda è P.G., ex addetta alle pulizie oggi in pensione. La donna ha scelto di stazionare con la propria vettura all’angolo tra via Croce e via Minzoni, nel quartiere di San Pelaio, esattamente di fronte al condominio popolare da cui è stata allontanata il 29 settembre scorso.

«Mi metto qui affinché mi possano vedere dalle telecamere. Ma lo faccio anche per dispetto, perché si vergognino. Non sono razzista, ma danno casa a tutti quanti. Conosco persone di questa zona che ne hanno addirittura due. E a me niente»

All’interno dell’utilitaria trovano spazio poche borse, indumenti pesanti e scorte di cibo essenziali. Dopo una breve permanenza da conoscenti, la sistemazione improvvisata sul sedile del passeggero è diventata l’unica alternativa possibile per la pensionata, impossibilitata a sostenere le spese di un albergo o di una camera in locazione.

Come si è arrivati allo sfratto: il peso delle spese accessorie

L’origine della perdita dell’alloggio gestito dall’Ater risiede in un debito progressivamente accumulato dalla famiglia nel corso degli ultimi anni. Il canone di locazione base ammontava a 300 euro mensili, cifra che da sola sarebbe risultata gestibile con le entrate a disposizione.

A pesare in modo insostenibile sul bilancio familiare sono state le spese accessorie legate ai servizi comuni della palazzina. I costi condominiali hanno infatti toccato cifre prossime ai quattromila euro all’anno, innescando una morosità che non è stato più possibile ripianare.

Il bivio tra rate arretrate e bilancio familiare

La somma delle quote arretrate ha generato un passivo consistente. Con una pensione da un lato e il lavoro del genero come saldatore dall’altro, le entrate formalmente presenti sono state assorbite dai debiti pregressi, bloccando ogni possibilità di rientrare nei pagamenti ordinari.

I residenti del quartiere hanno presto notato la presenza costante dell’utilitaria nei pressi dell’area verde. Sebbene alcuni cittadini abbiano manifestato l’intenzione di portare aiuti immediati, la priorità indicata dalla famiglia resta l’assegnazione di uno spazio abitativo stabile.

La separazione dal bimbo di 6 anni: la scelta disperata

Poco distante da San Pelaio, in via Castello d’Amore, trascorrono le notti a bordo di un’altra vettura la figlia trentenne, A.Z., e il compagno quarantaquattrenne. Il nucleo familiare comprende anche un bambino di 6 anni, allontanato temporaneamente dal contesto urbano poco prima dell’esecuzione del provvedimento.

Il piccolo si trova attualmente in Marocco, affidato ai nonni paterni. Una decisione maturata dai genitori per evitare che il minore finisse a dormire nei parcheggi pubblici o andasse incontro a provvedimenti di affidamento.

«Avevo paura che potessero togliermelo. Ora però lui vorrebbe tornare in Italia. Mi chiama dodici volte al giorno per chiedermelo»

L’obiettivo dichiarato della famiglia è ottenere due soluzioni distinte: un alloggio di dimensioni ridotte per l’anziana e uno spazio adeguato per la giovane coppia, passo ritenuto indispensabile per consentire al bambino di fare ritorno sul territorio nazionale.

Aspetto della vicenda Dettaglio documentato
Luogo del rifugio Kia Picanto a San Pelaio (Treviso)
Canone mensile alloggio Ater 300 euro al mese
Spese accessorie contestate Circa 4.000 euro all’anno
Data esecuzione sfratto 29 settembre
Minore coinvolto Bambino di 6 anni affidato ai nonni all’estero

Cosa dicono i servizi sociali e perché la soluzione tarda ad arrivare

La gestione del caso è affidata ai servizi sociali del Comune di Treviso, che hanno attivato due percorsi distinti con differenti assistenti sociali per seguire le due generazioni della famiglia. L’assessore Gloria Tessarolo ha confermato che l’amministrazione monitora il quadro e che sono programmati nuovi colloqui operativi per individuare un’uscita dall’emergenza.

Tuttavia, emergono ostacoli burocratici e procedurali che hanno rallentato la ricollocazione dei tre adulti:

  • Domanda tardiva: la richiesta per ottenere una nuova sistemazione è pervenuta agli uffici quando la scadenza del 29 settembre era ormai imminente.
  • Precedente esecutivo: avere alle spalle uno sfratto per morosità dall’edilizia residenziale pubblica riduce le possibilità di un subentro rapido in graduatoria.
  • Mancata adesione alle indicazioni: secondo le relazioni dei servizi, alcune opzioni transitorie e suggerimenti pratici non sono stati messi in atto dai richiedenti.
  • Rilevazione iniziale non conforme: la pensionata aveva riferito in un primo momento di poter contare sull’ospitalità temporanea di conoscenti, ritardando la presa in carico dell’alloggio in automobile.

Il contrasto tra reddito percepito e accesso al mercato immobiliare

Nel dibattito pubblico si tende a ritenere che uno sfratto colpisca esclusivamente persone del tutto prive di entrate o senza occupazione. I dati di questa vicenda mostrano invece una realtà differente, in cui il blocco dell’accesso alla casa colpisce anche famiglie con redditi da lavoro e da trattamento pensionistico.

Il genero della pensionata è regolarmente impiegato come saldatore, un mestiere che sulla carta genera risorse compatibili con un canone di mercato privato. La presenza di ingenti debiti pregressi, unita alla diffidenza dei proprietari di immobili di fronte a precedenti di sfratto, rende però impossibile superare le garanzie bancarie e contrattuali richieste sul libero mercato.

💬 Una realtà complessa che mette in luce la difficoltà di trovare un tetto anche quando ci sono entrate regolari da lavoro o pensione.

📱 Le spese accessorie elevate e le graduatorie bloccate rischiano di spingere rapidamente le famiglie vulnerabili oltre la soglia dell’emergenza.

👇 Cosa pensi delle tutele per chi perde l’alloggio pubblico? Lascia la tua opinione nei commenti qui sotto per alimentare il dibattito.

Stay in the loop
Prefer this source in Google
A 68 anni vive in auto dopo lo sfratto a Treviso: la storia dell’ex addetta alle pulizie e della figlia con un bimbo di 6 anni lontano

Top tips this week

Sei a un solo clic di distanza! 🎉

⚠️ QUELLA SOTTO È SOLO UN'IMMAGINE DI ANTEPRIMA: Per abbonarti, fai clic sul pulsante nero "Vai su Google..." in basso, quindi tocca "Segui" su istitutoimpariamo.it nella schermata successiva come nell'esempio. 100% gratis.

Go to Google & Tap 'Follow' 🚀
Sicuro: è la pagina ufficiale di Google. Non vediamo il tuo account.
Cos’è?

Le fonti preferite sono una funzione di Google: scegli i siti di cui ti fidi e Google mostra le loro notizie più in alto per te. Senza, un sito piccolo come il nostro arriva in cima di rado. Basta una spunta su google.com: niente password, niente registrazione, e puoi toglierla quando vuoi nello stesso posto. Grazie, per noi conta davvero.