Una coppia di turisti tedeschi di circa sessant’anni è stata costretta a percorrere 12 chilometri a piedi nel cuore della notte per rientrare in albergo. L’episodio è avvenuto lungo la Gardesana orientale, dopo le dimissioni della donna dal pronto soccorso della clinica Pederzoli di Peschiera del Garda.
La camminata forzata è stata causata dalla totale assenza di taxi in servizio notturno nella zona del Basso Garda. Tra l’una e le sei del mattino non esistono turni coperti, poiché gli operatori locali ritengono che i volumi di richieste non giustifichino la reperibilità.
turisti feriti
La caduta sul lungolago e i soccorsi
I due coniugi stavano rientrando da una passeggiata tra Bardolino e la frazione di Cisano quando la donna è inciampata sul fondo sconnesso. Cadendo in avanti ha infranto gli occhiali da vista, rimediando un taglio vicino all’occhio sinistro ricucito con otto punti di sutura.
L’impatto ha provocato anche la lussazione di una spalla e la frattura del mignolo della mano sinistra. Un’ambulanza ha trasportato la ferita al presidio ospedaliero di Peschiera, mentre il marito l’ha raggiunta a mezzanotte a bordo di un taxi, pagando una corsa da 50 euro.
Il blocco dei trasporti dopo l’una di notte
Le procedure sanitarie si sono concluse alle 2:45 con le dimissioni della paziente. All’accettazione, i tentativi di richiedere un trasporto per tornare a Cisano hanno confermato l’impossibilità di reperire vetture disponibili.

Nel comune di Peschiera operano complessivamente venti licenze, suddivise tra nove taxi ordinari, tre stagionali e otto noleggi con conducente (NCC). I conducenti legati al servizio radiotaxi confermano che le uscite notturne avvengono solo su prenotazione anticipata, escludendo stazionamenti fissi o reperibilità casuali.
La gestione delle dimissioni all’ospedale Pederzoli
I protocolli ospedalieri impongono ai pazienti dimessi di lasciare la struttura per liberare risorse destinate ai nuovi arrivi. Nei primi sette mesi dell’anno, la struttura ha registrato un incremento di 1.400 accessi rispetto al periodo precedente.
Il direttore sanitario Gianluca Gianfilippi ha precisato che i posti a sedere attuali sono provvisori per motivi di capienza. Entro la prossima primavera è programmato il raddoppio degli spazi della sala d’attesa, con l’installazione di arredi più adatti alla sosta prolungata.


