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Azioni Apple a un nuovo massimo storico oltre 354 dollari: la prima trimestrale di John Ternus porta la capitalizzazione a 5.000 miliardi
Le azioni Apple hanno polverizzato ogni precedente record a Wall Street, toccando un picco intraday di 354,33 dollari e spingendo la capitalizzazione di mercato oltre la vertiginosa soglia dei 5.000 miliardi di dollari. L’impennata del 6,2% a quota 352,52 dollari archivia in modo netto la battuta d’arresto della seduta precedente, quando il titolo era scivolato a 331,90 dollari per timori sulla redditività futura.
A catalizzare il ritorno in forze degli acquisti è stata la rilettura complessiva dei conti del quarto trimestre dell’esercizio 2026, il primo interamente presentato da John Ternus nel ruolo di amministratore delegato dopo il passaggio di consegne con Tim Cook. Con 114,5 miliardi di dollari di fatturato e un utile per azione di 2,10 dollari, Cupertino ha battuto nettamente il consenso del mercato.
Il movimento rialzista si inserisce in una seduta euforica per l’intero comparto Big Tech a Wall Street, spinta anche dalle proiezioni sulle elezioni statunitensi di metà mandato diffuse dall’Associated Press. Ma oltre all’effetto macroeconomico, a fare la differenza sono stati i fondamentali della società californiana.
I conti della prima gestione Ternus: fatturato a 114,5 miliardi
L’ultimo trimestre fiscale, concluso il 26 settembre, ha segnato la cifra d’affari più alta di sempre per il periodo autunnale. I ricavi complessivi sono cresciuti del 12% su base annua, staccando le stime degli analisti ferme a circa 113,5 miliardi di dollari, mentre l’utile netto si è attestato a 30,7 miliardi di dollari.
Sull’intero anno fiscale, il gruppo ha raggiunto la cifra storica di 478,8 miliardi di dollari di ricavi (+15%) e un utile per azione di 8,98 dollari (+20%). Il direttore finanziario Kevan Parekh ha confermato una generazione di cassa operativa pari a 28 miliardi di dollari nel solo trimestre, interamente redistribuita agli investitori tramite dividendi e buyback, con una cedola fissata a 0,27 dollari per azione in pagamento a metà mese.
Hardware e servizi: la spinta di iPhone e la sorpresa Mac
A sostenere il bilancio è stato il segmento principe dell’azienda: le vendite di iPhone hanno generato 57,6 miliardi di dollari (+17,5%), registrando la migliore performance mai vista in un trimestre di settembre. Questo risultato include appena nove giorni di disponibilità sul mercato per la gamma iPhone 18 Pro, mentre i modelli commercializzati successivamente peseranno solo sul bilancio natalizio.
La vera sorpresa positiva è arrivata dalla divisione Mac, salita del 23,7% a 10,8 miliardi di dollari, superando di oltre un miliardo le previsioni della vigilia grazie al rinnovamento dei computer con chip serie M. La divisione Servizi ha toccato il suo massimo assoluto a 31,6 miliardi di dollari (+9,8%), pur mostrando una lieve decelerazione rispetto ai ritmi del recente passato.
Hanno invece segnato il passo i segmenti iPad, sceso del 10,4% a 6,2 miliardi, e la categoria Wearables, Casa e Accessori, contrattasi a 8,3 miliardi di dollari (-7,9%). Sul piano geografico, il dato più rilevante arriva dalla Greater China, rimbalzata con una crescita del 21% a 17,5 miliardi di dollari dopo una complessa fase di concorrenza locale.
Mito contro realtà: perché il titolo era sceso dopo i conti?
Un diffuso malinteso sui mercati finanziari porta a credere che battere le stime sugli utili garantisca un rialzo immediato delle quotazioni. La dinamica delle azioni Apple ha dimostrato l’esatto contrario: subito dopo la pubblicazione dei risultati, il titolo era arrivato a cedere fino al 4% intraday prima di recuperare.
A innescare le vendite iniziali non sono stati i risultati storici appena archiviati, bensì le indicazioni fornite dal management per il trimestre di dicembre. Gli investitori istituzionali hanno focalizzato l’attenzione sulla contrazione del margine lordo stimato (previsto tra il 45% e il 46%, contro il 47,9% registrato a settembre) e sul costo della tecnologia di supporto ai nuovi sistemi operativi.
L’impatto dei chip di memoria e la sfida di Siri AI
Il nodo centrale che condizionerà i prossimi mesi riguarda l’approvvigionamento dei componenti hardware. La corsa globale all’intelligenza artificiale ha creato una pressione senza precedenti sulle catene di fornitura, drenando chip di memoria verso i data center e alzando i costi industriali anche per i produttori di elettronica di consumo.
«Quello che stiamo vedendo in questo momento sui prezzi della memoria non ha precedenti»
John Ternus ha spiegato con estrema chiarezza come i costi legati alla memoria siano destinati a salire ulteriormente nel trimestre natalizio, portando gli impegni d’acquisto per la produzione a un totale di 89,7 miliardi di dollari, con un incremento netto di 33 miliardi. Parallelamente, il roll-out della nuova architettura Siri basata sull’intelligenza artificiale inciderà sulle voci di spesa operativa.
Con un multiplo di prezzo che viaggia a circa 35 volte gli utili attesi sui dodici mesi, la valutazione di Apple a Wall Street impone standard di esecuzione impeccabili, lasciando poco spazio a rallentamenti nell’efficienza industriale.
I numeri chiave della trimestrale a confronto
L’andamento delle diverse linee di business riflette una transizione strategica importante nella gestione del nuovo vertice societario:
| Segmento di business | Risultato e variazione annuale |
|---|---|
| Fatturato complessivo | 114,5 miliardi di dollari (+12%) |
| Utile per azione (EPS) | 2,10 dollari (+14%) |
| Vendite iPhone | 57,6 miliardi di dollari (+17,5%) |
| Divisione Mac | 10,8 miliardi di dollari (+23,7%) |
| Servizi (App Store, Cloud, etc.) | 31,6 miliardi di dollari (+9,8%) |
| Wearables, Casa e Accessori | 8,3 miliardi di dollari (-7,9%) |
| Segmento iPad | 6,2 miliardi di dollari (-10,4%) |
| Greater China | 17,5 miliardi di dollari (+21%) |
Il superamento della banda superiore di Bollinger a 350,66 dollari e la rottura del record intraday evidenziano una forza tecnica notevole, con le medie mobili a 20 e 50 sedute rimaste nettamente al di sotto delle quotazioni correnti. Il vero test per la solidità di questa quotazione si giocherà sui volumi di vendita effettivi dei dispositivi durante le festività invernali.
📱 Il debutto di John Ternus alla guida di Cupertino dimostra come l’interesse del mercato per l’ecosistema Apple rimanga ai massimi, nonostante le sfide sulla componentistica.
✨ La tenuta della redditività nel trimestre di dicembre chiarirà se l’azienda riuscirà a mantenere la valutazione record sopra i 5.000 miliardi di dollari.
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