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Luigi Riganti: chi è il gup che decide sul processo a Sempio e ha condannato Adriatici a 12 anni

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Luigi Riganti: chi è il gup che decide sul processo a Sempio e ha condannato Adriatici a 12 anni
Luigi Riganti: chi è il gup che decide sul processo a Sempio e ha condannato Adriatici a 12 anni

Sarà il giudice Luigi Riganti a stabilire se Andrea Sempio dovrà affrontare un processo per l’omicidio di Chiara Poggi, lo stesso magistrato che ha condannato a 12 anni di reclusione l’ex assessore di Voghera Massimo Adriatici. Il fascicolo è stato ufficialmente assegnato al magistrato pavese dopo il deposito della richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Pavia.

La decisione segna una svolta nell’inchiesta sul delitto di Garlasco, consumato il 13 agosto 2007. Con una condanna definitiva a 16 anni già scontata da Alberto Stasi, il nuovo iter giudiziario punta a verificare elementi investigativi inediti.

Ora l’attenzione si sposta interamente sulle valutazioni del giudice dell’udienza preliminare, una figura nota negli ambienti giudiziari per sentenze nette e una personalità rigorosa.

Chi è Luigi Riganti: carriera e passioni del giudice pavese

Nato a Pavia il 15 agosto 1962, Luigi Riganti indossa la toga dal 1991. Prima di rientrare nel capoluogo pavese nel 2010, ha maturato esperienza in diverse sedi giudiziarie della penisola, prestando servizio nei tribunali di Enna, Vercelli, Ascoli Piceno e Piacenza.

Nel Tribunale di Pavia ha ricoperto il ruolo di coordinatore della sezione penale e giudice del dibattimento, prima di passare alle funzioni di Gip e Gup. Fuori dall’aula di giustizia emerge un profilo poliedrico: appassionato di cinema, bassista, autore di testi e collezionista di fumetti e oltre 10.000 dischi in vinile.

Dalle procure di mezza Italia alla sezione penale di Pavia

Il percorso professionale di Riganti si è consolidato attraverso decenni di procedimenti penali ad alta complessità probatoria. A Pavia ha gestito capitoli delicati, tra cui le udienze relative al santuario della Bozzola nel 2017 e la richiesta di archiviazione per la morte del fotoreporter Andrea Rocchelli, rimasto ucciso in Donbass nel 2014.

Questo solido bagaglio tecnico gli consente di gestire con fermezza fascicoli sottoposti a un’imponente pressione mediatica e processuale.

La condanna a Massimo Adriatici e i precedenti in aula

Il nome di Luigi Riganti è legato alla sentenza pronunciata contro Massimo Adriatici, l’ex assessore alla Sicurezza di Voghera accusato dell’omicidio di Younes El Boussettaoui, ucciso da un colpo di pistola in piazza Meardi il 20 luglio 2021.

In quell’occasione, a conclusione del rito abbreviato, il Gup ha inflitto una condanna a 12 anni di carcere, andando oltre la richiesta del procuratore capo Fabio Napoleone, che si era fermato a 11 anni e 4 mesi, e disponendo una provvisionale da 380mila euro a favore dei familiari della vittima.

L’uomo al quale sparò era disarmato e la reazione fu sproporzionata.

Nelle motivazioni della sentenza, Riganti ha riconosciuto l’aggressione subita da Adriatici, escludendo però ogni profilo di legittima difesa. Negli anni passati il giudice ha affrontato altri verdetti complessi, come la condanna dell’ex assessore ai Servizi sociali Sergio Contrini per la sottrazione di denaro a soggetti fragili o la pena a 12 anni inflitta a Liliana Barone per la morte dello zio.

Procedimento trattato Decisione del giudice Riganti
Massimo Adriatici (caso Voghera) Condanna a 12 anni per omicidio volontario
Liliana Barone Condanna a 12 anni in primo grado per omicidio
Nicola Alfano (caso Lazzerotti) Condanna iniziale a 15 anni (poi ridotta a 2 anni e 2 mesi in appello bis)
Matteo Chialà (spari auto in fuga) Tentato omicidio escluso, condanna a 20 giorni per getto pericoloso

Mito e realtà: il vero ruolo del Gup nell’udienza preliminare

Un errore frequente nell’opinione pubblica è ritenere l’udienza preliminare una mera formalità di passaggio burocratico. Non si tratta di ratificare passivamente il lavoro dei magistrati dell’accusa: il Gup esercita un controllo penetrante sulla consistenza del quadro probatorio.

La difesa di Andrea Sempio, che continua a respingere qualsiasi responsabilità per il delitto di Garlasco, si confronterà direttamente con questa analisi tecnica.

Cosa succede adesso ad Andrea Sempio: i tre scenari possibili

Le opzioni previste dal codice di procedura penale sul tavolo del giudice sono ben definite e determineranno il futuro giudiziario dell’indagato:

  • Rinvio a giudizio: il giudice accoglie la richiesta della Procura, disponendo l’apertura del dibattimento davanti alla Corte d’Assise.
  • Sentenza di non luogo a procedere: Riganti stabilisce che gli elementi raccolti a carico di Sempio non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio.
  • Rito abbreviato: qualora richiesto dalla difesa e ammesso, il procedimento viene deciso direttamente allo stato degli atti dallo stesso giudice Riganti, con eventuale sconto di un terzo della pena.

Ogni singolo elemento scientifico e documentale verrà vagliato con il rigore metodologico che caratterizza l’attività del magistrato pavese.

💬 La riapertura del capitolo su Garlasco rimette in discussione anni di certezze giudiziarie, portando la vicenda verso un confronto processuale decisivo.

✨ La determinazione di Luigi Riganti segnerà i confini di questa nuova fase d’indagine.

📱 Lascia la tua opinione nei commenti qui sotto e spiegaci cosa pensi di questa nuova svolta investigativa.

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