I periodi di pausa tra un set e l’altro impongono ritmi insoliti. Nelle pause lavorative, Benedetta Porcaroli ha scelto la boxe come disciplina quotidiana.
«È come una danza, faccio tutto in sicurezza seguendo sequenze di azioni e reazioni», spiega l’attrice romana. «Imparare a prendere i colpi è catartico: a forza di fare yoga si rischia di diventare troppo buoni».
Abiti e accessori, Prada. Servizio di Ioana Ivan, foto di Ava Van Osdol.
Il set di The Gentlemen 2 e il metodo Guy Ritchie
Il nuovo impegno internazionale dell’attrice è la seconda stagione della serie The Gentlemen, diretta da Guy Ritchie. Porcaroli veste i panni di una contessa italiana residente sul lago di Garda, legata a un boss interpretato da Sergio Castellitto che incrocia le vicende del duca Eddie Horniman, interpretato da Theo James.
Il debutto sul set ha richiesto una rapida capacità di adattamento. La prima scena prevedeva un fitto dialogo in lingua inglese con Kaya Scodelario, interprete di Susie Glass.
«Mi ero preparata alla perfezione, ma mentre mi sistemavano il microfono mi hanno consegnato fogli con battute del tutto nuove», racconta Porcaroli. «Guy Ritchie cambia l’intera scena cinque secondi prima del ciak. È spaventoso ma estremamente formativo».
Abiti e accessori, Prada. Servizio di Ioana Ivan, foto di Ava Van Osdol.
Dalle armi ai rapaci: le produzioni internazionali
L’esperienza nella produzione britannica ha richiesto nuove competenze pratiche. Oltre ai viaggi su jet privati, l’attrice ha imparato a sparare, a guidare e a gestire falchi per le esigenze di copione.
Nel cast figura anche Michele Morrone nel ruolo del fidanzato. «È molto simpatico e non si prende sul serio: ci si aspetterebbe il classico personaggio impostato, invece lo ha reso buffo e ridicolo», commenta l’attrice.
La carriera estera di Porcaroli include il film horror Immaculate al fianco di Sydney Sweeney e una serie ambientata nelle catacombe di Roma. Alla Mostra del Cinema di Venezia debutta inoltre come voce di Mina Murray nell’audiolibro di Dracula di Bram Stoker, con Riccardo Scamarcio nel ruolo del conte vampiro.

Abiti e accessori, Prada. Servizio di Ioana Ivan, foto di Ava Van Osdol.
Relazioni, smartphone e la dinamica generazionale
A 28 anni, Porcaroli analizza le difficoltà relazionali della sua generazione, segnata dall’uso continuo dei dispositivi digitali.
«I ragazzi oggi sono più rispettosi rispetto al passato, ma sono anche bloccati e terrorizzati dal rifiuto o dal finire inchiodati da uno screenshot», osserva. «I rapporti somigliano a un duello western, fermi ad aspettare la prima mossa altrui. Lo smartphone ha frenato il desiderio».
L’attrice mantiene un profilo critico anche verso l’uso delle piattaforme online, limitandosi all’utilizzo di Instagram principalmente come strumento di contatto professionale, tramite cui scambia contatti con colleghi e registi come Yorgos Lanthimos.
Abiti e accessori, Prada. Servizio di Ioana Ivan, foto di Ava Van Osdol.
La distribuzione nelle sale e il futuro del cinema
Sul piano del cinema italiano, Porcaroli richiama l’attenzione sulle difficoltà della sala e sulla necessità di sostenere i progetti indipendenti attraverso gli incassi commerciali.
Il modello di riferimento è il sodalizio artistico consolidato con la regista Carolina Cavalli nei film Amanda e Il rapimento di Arabella, basato sulla costruzione diretta del progetto.
La preoccupazione maggiore riguarda la tenuta delle pellicole nei cinema, spesso penalizzate da programmazioni troppo brevi: «Servono sale nei centri abitati per evitare che il pubblico trovi solo multiplex commerciali. Un titolo come Un poeta di Simón Mesa Soto, premiato a Cannes, è sparito dalle sale italiane dopo appena due giorni».





