Benzina a 2,039 euro e diesel a 2,147: i nuovi prezzi medi Mimit e l’allarme stangata
I prezzi dei carburanti registrano una nuova impennata su tutta la rete nazionale. I dati diffusi dall’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) certificano un aumento diffuso sia per la benzina sia per il gasolio.
Lungo la rete stradale ordinaria, il prezzo medio in modalità self service si attesta a 2,039 euro al litro per la benzina (in aumento rispetto ai 2,027 euro del giorno precedente) e a 2,147 euro al litro per il gasolio (rispetto ai 2,131 euro registrati ieri).
I costi sulla rete autostradale
I rincari risultano ancora più marcati sui tratti autostradali. In questo circuito, il prezzo medio del self service sale a 2,124 euro al litro per la verde (da 2,110 euro) e raggiunge i 2,221 euro al litro per il gasolio (da 2,206 euro).
«In appena due giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 centesimi in più, sia per la benzina che per il gasolio», segnala Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Secondo l’associazione, in autostrada l’aggravio è di 85 centesimi per il gasolio e di un euro per la benzina.
Il nodo delle accise e le stime sui rincari
Senza un rinnovo delle misure di sostegno statali, le proiezioni indicano un ulteriore balzo delle tariffe. Se l’esecutivo non interverrà sulle aliquote fiscali, le stime UNC indicano che il gasolio potrebbe raggiungere quota 2,392 euro al litro in autostrada e 2,318 euro sulle strade ordinarie.

Il Codacons definisce il quadro una vera e propria emergenza legata alla scadenza dello sconto fiscale. L’associazione calcola che il mancato rinnovo del taglio da 17 centesimi comporterà un esborso aggiuntivo di 8,50 euro su ogni singolo pieno di diesel.
L’impatto economico su famiglie e lavoratori
L’associazione dei consumatori contesta l’ipotesi di agevolazioni basate esclusivamente su soglie di reddito o categorie professionali. Secondo l’analisi, il caro-carburanti colpisce in modo indiscriminato il ceto medio e richiede interventi strutturali generalizzati.
Sul fronte dell’impatto sui redditi è intervenuto anche l’economista Tito Boeri, che ha sottolineato come il peso dei rincari risulti insostenibile per i lavoratori, rilanciando la necessità di legare le retribuzioni minime all’andamento dell’inflazione.
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