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Benzina a 2,05 euro e diesel a 2,16: i rincari superano i 6 centesimi in un mese

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Benzina a 2,05 euro e diesel a 2,16: i rincari superano i 6 centesimi in un mese
Benzina a 2,05 euro e diesel a 2,16: i rincari superano i 6 centesimi in un mese

I prezzi dei carburanti continuano a salire senza sosta lungo tutta la rete nazionale, infrangendo la soglia psicologica dei due euro al litro. L’eventuale proroga del taglio parziale delle accise sul gasolio non frena i rincari alla pompa, mentre sulla benzina non si registrano interventi governativi da settimane.

I dati dell’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy mostrano un quadro allarmante. Il prezzo medio nazionale in modalità self service raggiunge i 2,052 euro al litro per la benzina e i 2,164 euro per il gasolio.

I numeri del balzo estivo

Sulla rete autostradale la situazione risulta ancora più critica. La benzina self viaggia a una media di 2,138 euro al litro, mentre il diesel tocca i 2,237 euro.

Il confronto mensile evidenzia la velocità della risalita. Esattamente trenta giorni fa la verde costava 1,997 euro e il gasolio 2,097 euro: l’aggravio effettivo ammonta a 5,5 centesimi al litro per la benzina e a 6,7 centesimi per il gasolio.

In appena quattro giorni di settembre un pieno da 50 litri in autostrada è arrivato a costare 1,65 euro in più per chi viaggia a gasolio e 1,70 euro in più per i veicoli a benzina. Sulla viabilità ordinaria il rincaro registrato negli stessi giorni è rispettivamente di 1,70 e 1,50 euro.

La denuncia dell’Unione Nazionale Consumatori

L’associazione guidata da Massimiliano Dona contesta apertamente la gestione dell’esecutivo, parlando di sconti sulle accise insufficienti e concentrati solo sul diesel. Sulla verde non si interviene da mesi, lasciando campo libero alle fluttuazioni di mercato.

Secondo l’Unione Consumatori, gli sgravi selettivi e i bonus parziali non toccano la radice del problema, permettendo ai grandi gruppi petroliferi di accumulare margini straordinari a spese degli automobilisti.

Le sette misure richieste per fermare i rincari

L’associazione chiede riforme legislative immediate per intervenire sulla filiera e stroncare le anomalie tariffarie:

  • Divieto assoluto per le compagnie petrolifere di comunicare prezzi raccomandati o consigliati ai singoli gestori, pratica che azzera la concorrenza tra impianti.
  • Revisione degli articoli 501 e 501 bis del Codice Penale per consentire alla magistratura di perseguire le manovre speculative sul mercato dei carburanti.
  • Inasprimento delle norme sull’abuso di posizione dominante e sulle intese restrittive, superando i vincoli che hanno portato a ripetute archiviazioni antitrust.
  • Introduzione formale della nozione di “prezzo anomalo” nel Codice del Consumo tra le pratiche commerciali scorrette.
  • Applicazione rigorosa dell’obbligo di rendere chiaramente visibili i prezzi praticati direttamente dalle carreggiate stradali.
  • Multe immediate e controlli della Guardia di Finanza per i gestori che non trasmettono i dati giornalieri entro le ore 8.
  • Potenziamento dell’applicazione pubblica sui carburanti per trasformarla in un vero strumento di comparazione in tempo reale.
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