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Botola segreta sotto l’ex bar e nuovi riscontri: cosa sta scoprendo la Commissione sul caso di Mirella Gregori

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Botola segreta sotto l’ex bar e nuovi riscontri: cosa sta scoprendo la Commissione sul caso di Mirella Gregori
Botola segreta sotto l’ex bar e nuovi riscontri: cosa sta scoprendo la Commissione sul caso di Mirella Gregori

Una botola sigillata con il cemento sotto l’ex bar di via Nomentana e una serie di nuove audizioni a vicini e amici riaprono ufficialmente la ricerca della verità su Mirella Gregori. A decenni di distanza da quel tragico pomeriggio del 7 maggio 1983, l’attività della Commissione parlamentare d’inchiesta punta a verificare anomalie e luoghi mai ispezionati a fondo nel cuore di Roma.

La quindicenne sparì dopo aver risposto a una citofonata attorno alle 15.30. Disse a sua madre che sarebbe scesa a salutare un ex compagno di scuola delle medie per poi tornare dopo una decina di minuti, senza portare con sé denaro né documenti. Da quel momento il silenzio ha inghiottito la sua storia, rimasta a lungo oscurata dal caso di Emanuela Orlandi, svanita nel nulla solo 46 giorni dopo.

La botola murata di via Nomentana e il sopralluogo

Uno degli elementi più rilevanti emersi durante i lavori d’inchiesta riguarda i sotterranei dell’edificio al civico 81 di via Nomentana. Sotto l’ex bar gestito dalla famiglia della migliore amica di Mirella, Sonia De Vito, è stata individuata una botola coperta da una colata di cemento che conduce a un locale interrato.

I commissari parlamentari hanno deciso di recarsi sul posto per effettuare un controllo approfondito della struttura sotterranea. L’obiettivo non è formulare accuse premature, ma colmare vuoti investigativi rimasti aperti dal 1983.

Il ritrovamento del locale sotterraneo non dimostra che la ragazza sia mai scesa lì sotto, ma impone di verificare se la ricostruzione di quel pomeriggio sia l’unica possibile.

L’ispezione punta a comprendere se quel tragitto di pochi metri tra l’abitazione e il locale nasconda dettagli sfuggiti all’epoca. La sorella di Mirella, Maria Antonietta Gregori, continua a seguire da vicino ogni verifica, chiedendo con fermezza risposte definitive su chi abbia interrotto la vita di una ragazzina serena.

I nuovi verbali: dalla pista del rapimento all’identikit

La Commissione parlamentare, attiva sulle sparizioni congiunte di Mirella ed Emanuela Orlandi, sta risentendo le persone che orbitavano attorno alla famiglia Gregori nel 1983. Tra i passaggi centrali figurano i verbali dei residenti dello stabile.

Il sospetto immediato tra i condomini

Un ex condomino ascoltato dai parlamentari ha chiarito come nel palazzo, già nelle ore immediatamente successive alla scomparsa, non si credette a un allontanamento volontario. La convinzione diffusa tra vicini e conoscenti fu da subito quella di un rapimento.

Un secondo filone d’indagine riguarda un vecchio identikit fornito dalla madre di Mirella poco dopo i fatti. La donna aveva descritto un uomo notato con insistenza nei pressi del bar di famiglia: una segnalazione ha evidenziato una netta somiglianza tra quel disegno e un individuo arrestato in seguito per reati legati allo sfruttamento della prostituzione minorile.

Elemento sotto indagine Verifiche della Commissione
Sotterraneo di via Nomentana 81 Sopralluogo sul locale chiuso da botola in cemento sotto l’ex bar.
Identikit dell’uomo vicino al bar Verifica della somiglianza con un soggetto condannato per sfruttamento minorile.
Dichiarazioni dei residenti Riascolto di amici e vicini che ipotizzarono subito il sequestro.
Alibi del compagno di scuola Riesame del mancato incontro con l’amico citato al citofono.

Le ultime parole prima di sparire nel nulla

Resta fondamentale smontare una percezione errata: Mirella non scappò di casa. Gli elementi raccolti descrivono una quindicenne con una vita lineare, legatissima ai genitori e priva di motivi per fuggire.

Quando uscì di casa, Mirella affermò di voler incontrare Alessandro. Gli accertamenti eseguiti esclusero fin dal primo minuto il ragazzo, che si trovava altrove e non vedeva la giovane da diversi mesi: qualcuno aveva usato quel nome per attirarla in strada.

Prima di svanire, Mirella entrò nel bar dell’amica Sonia per parlare in disparte con lei per circa dieci minuti. Sonia riferì che l’amica le aveva accennato a un appuntamento a Villa Torlonia, ma lungo quel tragitto ogni traccia si è spenta per sempre. La nuova serie di controlli cerca ora di riscrivere una mappa temporale che per oltre quarant’anni è rimasta incompleta.

💬 La determinazione della famiglia Gregori non si ferma davanti al tempo trascorso.

✨ Fare luce sui punti oscuri del passato resta un dovere civile e giudiziario.

📱 Pensi che queste nuove verifiche possano portare finalmente alla verità sul caso di Mirella Gregori? Lascia la tua opinione nei commenti qui sotto. 👇

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