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Bracconaggio al Colle del Gran San Bernardo: tre denunciati per l’abbattimento di uno stambecco
Tre cacciatori residenti a Saint-Rhémy-en-Bosses sono stati colti in flagrante e denunciati per aver abbattuto illegalmente uno stambecco maschio di tre anni nella zona del Colle del Gran San Bernardo. L’operazione congiunta delle stazioni forestali di Étroubles e Aosta ha fatto scattare il sequestro immediato delle armi da fuoco e ha portato alla luce ulteriori detenzioni illecite di fauna protetta nelle abitazioni degli indagati.
La scoperta ha innescato una dura reazione nel panorama regionale, riaprendo il dibattito sui controlli faunistici in alta quota e sulla gestione del patrimonio naturale alpino.
Il blitz del Corpo forestale: pedinamento e perquisizioni

L’attività di vigilanza sul territorio ha intercettato i tre residenti, di 49, 29 e 20 anni, subito dopo lo sparo letale inferto all’ungulato. Gli indagati hanno proceduto a eviscerare l’animale sul posto, provando a nascondere i resti biologici sotto i sassi di una pietraia d’alta quota per eliminare ogni traccia immediata del reato.
Gli agenti forestali hanno tuttavia seguito i loro movimenti senza farsi notare fino a destinazione. Una volta raggiunte le abitazioni, i controlli hanno confermato i sospetti operativi: nel fienile di uno dei tre uomini lo stambecco era già appeso, mentre nel congelatore di un’altra abitazione è stato trovato il corpo di una marmotta, anch’essa specie rigorosamente protetta dalle normative vigenti.
Tutti i fucili impiegati per l’abbattimento illegale sono stati posti sotto sequestro giudiziario, assieme alle restanti armi da caccia custodite preventivamente nelle dimore dei denunciati.
Reazioni e richieste di condanna pubblica
L’episodio ha scatenato la dura presa di posizione delle associazioni ambientaliste territoriali. Legambiente Valle d’Aosta e LIPU Aosta hanno chiesto formalmente un segnale chiaro e inequivocabile contro questi comportamenti.
Non sarebbero sufficienti generiche prese di distanza dal bracconaggio: occorre affermare con decisione che comportamenti di questo tipo sono incompatibili con qualsiasi forma di gestione responsabile della fauna selvatica.
Così hanno dichiarato Gianpaolo Fedi, presidente di Legambiente Valle d’Aosta, e Anna Rita Parlagreco, delegata LIPU Aosta, sollecitando provvedimenti severi da parte delle istituzioni politiche e del Comitato regionale per la gestione venatoria. L’elemento che desta maggiore allarme tra le associazioni riguarda lo status degli indagati: soggetti giovani e muniti di regolare porto d’armi per l’attività venatoria.
Il quadro normativo e il Piano faunistico-venatorio
Un errore comune è pensare che il possesso di una regolare licenza consenta il prelievo di qualsiasi fauna alpina durante le uscite venatorie. Al contrario, la legislazione tutela in maniera assoluta specie cardine dell’ecosistema come stambecchi e marmotte, escludendoli tassativamente dal calendario venatorio.
Il richiamo normativo si collega agli obiettivi del Piano regionale faunistico-venatorio 2025-2030, concepito per bilanciare la tutela della biodiversità alpina e le usanze venatorie locali. L’intervento delle stazioni di Étroubles e Aosta dimostra come il presidio montano rimanga inflessibile contro le deviazioni illegali.
Dettagli dell’operazione antibracconaggio

| Elemento dell’operazione | Dettaglio accertato |
|---|---|
| Area del controllo | Zona Colle del Gran San Bernardo |
| Persone coinvolte | 3 valdostani (49, 29 e 20 anni) con licenza venatoria |
| Specie abbattuta illegalmente | Stambecco maschio di circa tre anni (protetto) |
| Ulteriore fauna rinvenuta | Marmotta congelata (specie protetta) |
| Misure cautelari applicate | Sequestro dei fucili usati e di tutte le altre armi rinvenute |
| Stazioni intervenute | Corpo forestale di Étroubles e Aosta |
La gestione giudiziaria del fascicolo definirà le sanzioni penali e i provvedimenti amministrativi definitivi per il ritiro delle concessioni venatorie dei responsabili.
🌲 La salvaguardia della fauna alpina richiede un impegno costante da parte di tutta la comunità montana.
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