Bussolengo: a quasi 55 anni l’ippopotama Camilla partorisce il suo 15esimo cucciolo
Un evento straordinario per la conservazione della fauna selvatica si è verificato al Parco Natura Viva di Bussolengo, in provincia di Verona. Camilla, l’esemplare di ippopotamo comune più anziano d’Europa con quasi 55 anni di età, ha dato alla luce il suo quindicesimo figlio.
La nascita rappresenta un traguardo unico per la struttura zoologica e per il Paese: si tratta del primo baby ippopotamo nato sul territorio italiano dal 2021.

Il cucciolo di ippopotamo nato al Parco Natura Viva insieme alla madre Camilla
I primi giorni di vita e le cure materne in acqua
Il piccolo, dal peso di circa 50 chili, vive a stretto contatto con la madre, che pesa quasi 2.500 chili. Entrambi condividono l’area con il resto della famiglia e un gruppo di antilopi nyala, ma per ragioni di sicurezza nessun altro animale può avvicinarsi al neonato.
Camilla è arrivata al parco nel 1976, tre anni dopo l’apertura del settore safari. La gestazione è durata otto mesi e il parto si è svolto autonomamente in acqua, habitat naturale primario per la sicurezza della specie.
“È con noi da cinquant’anni e l’abbiamo vista allevare già 14 piccoli con dedizione impeccabile”, ha spiegato Camillo Sandri, direttore zoologico del Parco Natura Viva. “A questa età, che supera l’aspettativa media di vita di un ippopotamo, nessuno avrebbe immaginato una nuova gravidanza”.

Le strategie di galleggiamento nei primi giorni
Durante i primi dieci giorni il piccolo trascorre gran parte del tempo allattando in immersione e provando i primi passi sulla terraferma. Quando la fatica si fa sentire, Camilla resta immobile a pelo d’acqua offrendo il proprio muso come supporto per permettere al figlio di respirare e riposare senza affondare.

Area faunistica del Parco Natura Viva
Le minacce alla specie e il bracconaggio per l’avorio
L’ippopotamo comune è classificato come vulnerabile all’estinzione nella Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura). Negli oltre 39 Paesi africani in cui sopravvive, le popolazioni sono frammentate a causa della scomparsa delle fonti idriche e della pressione antropica.
La specie è gravemente minacciata anche dal bracconaggio per l’avorio ricavato dai canini e dagli incisivi, mercato che ha registrato un forte aumento dopo le restrizioni applicate al commercio di zanne di elefante. Secondo i dati registrati dalla CITES, tra il 2009 e il 2018 il traffico internazionale ha coinvolto parti riconducibili a circa 13.900 ippopotami.
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