Nel corso del 2025 sono stati notificati casi di lebbra nel territorio di Roma Capitale. Il dato è emerso direttamente dalla scheda di rilevazione trasmessa dall’amministrazione capitolina per la gestione dei sussidi destinati alle persone colpite dal morbo di Hansen.
I riscontri sanitari confermano che si tratta esclusivamente di infezioni d’importazione e non di origine autoctona. Le autorità sanitarie e i medici specialisti escludono qualsiasi allarme per la popolazione.
I sussidi stanziati e la situazione epidemiologica
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Tempo, Roma Capitale ha formalizzato alla Regione Lazio una richiesta di fondi pari a 33mila euro. La cifra copre le misure di sostegno economico a favore dei pazienti e dei rispettivi nuclei familiari, con fondi concessi dall’ente regionale per il 2026.
Sul territorio nazionale l’incidenza della patologia resta marginale: i casi registrati ogni anno sono meno di una decina e tutti riconducibili a contagi avvenuti all’estero.
L’ospedale Spallanzani di Roma
Il parere clinico dell’Istituto Spallanzani
La lebbra è una malattia infettiva rara, soggetta a notifica obbligatoria, con una media di circa sette nuove diagnosi all’anno in tutta Italia. A fare il punto sulla situazione è Angela Corpolongo, infettivologa dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani e presidente della Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale (SIMET).
La specialista ha chiarito che non vi è alcun motivo di allarme, ricordando che l’ultimo contagio autoctono documentato in Italia risale al 2003. Molte delle segnalazioni attuali riguardano inoltre persone già sottoposte a terapie pregresse, prese in carico dai reparti specializzati per la gestione degli esiti cronici.
La trasmissione interumana richiede contatti stretti e molto prolungati nel tempo, mentre nei soggetti sani il sistema immunitario risulta pienamente in grado di contrastare il batterio. Nel Lazio l’intero percorso diagnostico e terapeutico fa capo al centro di riferimento regionale attivo allo Spallanzani.
Manifestazioni cliniche e modalità di trasmissione
Nota scientificamente come morbo di Hansen, l’infezione è provocata principalmente dal batterio Mycobacterium leprae. La via di trasmissione principale è quella aerea, ma l’effettiva contagiosità resta estremamente ridotta.
Il patogeno attacca prevalentemente la cute e i tronchi nervosi periferici, determinando la comparsa di lesioni cutanee, deficit di sensibilità e debolezza muscolare. Il periodo di incubazione è particolarmente lungo e i sintomi iniziali possono manifestarsi anche a distanza di diversi anni dall’esposizione.
Efficacia delle terapie e scenario globale
Il trattamento si fonda su una combinazione standardizzata di antibiotici ad alta efficacia. Una diagnosi tempestiva consente di bloccare la progressione della patologia e garantisce una prognosi clinica del tutto favorevole.
I dati di sorveglianza internazionale indicano un andamento complessivo in flessione: nel 2024 i casi globali hanno registrato un calo del 5,5% rispetto all’anno precedente. Le aree a maggiore incidenza rimangono circoscritte principalmente a Brasile, India e Indonesia, dove il rischio di contagio si concentra quasi esclusivamente tra i conviventi stretti di pazienti non ancora avviati a terapia.


