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Caso Ravagnani fa volare gli ascolti di BellaMa’: Pierluigi Diaco tira dritto in onda e il Cda Rai si spacca, con picchi oltre il 9%
La tempesta mediatica non ha frenato il pubblico del pomeriggio di Rai 2: la puntata successiva al rovente scontro con l’ex sacerdote Alberto Ravagnani ha premiato la trasmissione con numeri in netta salita. BellaMa’ ha toccato il 7,1% di share nella seconda parte, raccogliendo 594.000 spettatori e registrando picchi oltre il 9%.
Mentre i social chiedevano spiegazioni e le stanze della politica discutevano l’accaduto, Pierluigi Diaco ha scelto la linea della totale indifferenza sul piccolo schermo. Nessuna replica, nessun chiarimento e nessun riferimento diretto al caos delle ore precedenti.
La scaletta della puntata è andata avanti regolarmente con il dibattito incentrato sul tema dell’amore tossico, lasciando che il rumore di fondo rimanesse confinato all’esterno dello studio.
La reazione in studio e la spaccatura nel Cda Rai
La decisione del conduttore di ignorare apertamente la bufera non ha spento le scintille interne a Viale Mazzini. Il confronto andato in onda con Ravagnani ha provocato una profonda divisione al vertice dell’azienda radiotelevisiva pubblica.
Da un lato, la consigliera d’amministrazione Rai Federica Frangi ha difeso l’operato del giornalista, rivendicando la piena legittimità e libertà di porre qualsiasi domanda durante un’intervista. Dall’altro, i consiglieri Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale hanno criticato duramente quello che hanno definito un «tono inquisitorio».
«un’aggressione verbale in piena regola»
La frattura ha rapidamente valicato i confini aziendali per approdare in ambito parlamentare. Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in Commissione di Vigilanza Rai hanno utilizzato parole durissime per condannare l’atteggiamento tenuto durante la trasmissione.
A rendere il quadro ancora più teso è arrivata la presa di posizione esterna di Milly Carlucci, che insieme al proprio team di autori ha commentato la vicenda definendo ufficialmente:
«inaccettabile quanto accaduto»
Mito contro realtà: il contraccolpo d’immagine danneggia gli ascolti?
Esiste la convinzione diffusa secondo cui una bufera mediatica o le aspre critiche social provochino una fuga immediata di telespettatori da un programma pomeridiano. Il riscontro dei dati televisivi dimostra esattamente il contrario.
L’effetto curiosità generato dalle polemiche ha concentrato un flusso straordinario di pubblico proprio sulla fascia oraria del talk. Il pubblico generalista si è sintonizzato per verificare eventuali reazioni a caldo, trasformando la tensione istituzionale in una spinta decisiva per le curve d’ascolto.
I numeri della puntata a confronto
L’andamento dell’appuntamento televisivo ha mostrato una netta progressione nel corso dei minuti, confermando come l’attenzione della platea sia andata crescendo con l’avanzare del programma.
| Segmento della puntata | Risultato di ascolto |
|---|---|
| Prima parte | 5,8% share (501.000 spettatori) |
| Seconda parte | 7,1% share (594.000 spettatori) |
| Picco massimo registrato | Oltre il 9% di share |
I dati certificano come la tenuta del format non abbia risentito dell’attacco concentrico arrivato da istituzioni e colleghi del mondo dello spettacolo. Resta aperto il fronte delle ripercussioni interne, con i vertici della Vigilanza pronti a mantenere alta l’attenzione sul modello di conduzione adottato dal programma.
📱 Il confine tra diritto di cronaca e toni eccessivi continua a dividere pubblico e addetti ai lavori.
✨ La risposta degli ascolti dimostra come l’attenzione mediatica rimanga altissima attorno a ogni mossa del talk show.
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