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Svolta politica in Israele: il partito arabo Ra’am sceglie Eisenkot come premier e gli ultraortodossi scaricano Netanyahu

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Svolta politica in Israele: il partito arabo Ra'am sceglie Eisenkot come premier e gli ultraortodossi scaricano Netanyahu
Svolta politica in Israele: il partito arabo Ra'am sceglie Eisenkot come premier e gli ultraortodossi scaricano Netanyahu

Il leader arabo Mansour Abbas ha ufficializzato la scelta: il partito arabo Ra’am punta su Gadi Eisenkot come premier per la formazione del nuovo esecutivo. L’annuncio è arrivato direttamente al cospetto del presidente Isaac Herzog durante il secondo round di consultazioni, aprendo una frattura profondissima negli equilibri parlamentari israeliani, amplificata dalla contestuale rottura tra i partiti ultraortodossi e Benjamin Netanyahu.

La decisione di Ra’am, forte dei suoi 8 seggi alla Knesset, modifica radicalmente la mappa delle alleanze. Il partito si posiziona come interlocutore determinante per la nascita di una maggioranza alternativa a quella uscente.

Nelle stesse ore, il campo fedele all’ex primo ministro subisce una battuta d’arresto inaspettata: i partiti religiosi scelgono di sfilarsi dall’alleanza storica con la destra.

La mossa di Ra’am e le parole di Mansour Abbas

Salito al palazzo presidenziale, Mansour Abbas ha chiarito il peso politico del proprio schieramento, rivendicando con forza la legittimità democratica della comunità araba espressa attraverso il voto.

L’affluenza araba durante le elezioni è il dato più rilevante che arriva come risposta dopo quattro anni di marginalizzazione, incitamento, razzismo, perdita della sicurezza personale.

Abbas ha voluto specificare che Ra’am rappresenta la singola forza araba più consistente all’interno del parlamento. Pur con 11 seggi complessivi, la Lista Unita resta infatti un’intesa formata da tre distinte formazioni politiche.

Questa affermazione d’identità serve a blindare il valore dei propri 8 deputati, offerti a Eisenkot per comporre un puzzle istituzionale finora ritenuto quasi impossibile.

Il terremoto a destra: gli ultraortodossi abbandonano Netanyahu

La vera sorpresa della giornata negoziale arriva dal fronte opposto. L’alleanza Ebraismo della Torah Unito, composta da movimenti ultraortodossi ashkenaziti, ha comunicato a Herzog che non indicherà alcun candidato premier.

Dichiarandosi sciolta da qualsiasi blocco ideologico, la formazione religiosa archivia bruscamente la cooperazione di lunga data con il Likud di Benjamin Netanyahu. Dopo aver partecipato all’esecutivo fino al luglio 2025 e aver garantito supporto esterno nei mesi successivi, il gruppo sceglie la via della neutralità strategica.

Questa defezione trasforma il raggruppamento ashkenazita nel potenziale ago della bilancia per un eventuale governo di minoranza guidato dallo stesso Eisenkot.

La frattura interna tra Degel HaTorah e Agudat Yisrael

Il posizionamento dell’ebraismo religioso non è tuttavia privo di frizioni intestine. Le due anime della coalizione ultraortodossa mostrano velocità decisionali differenti di fronte alla nomina del futuro capo del governo.

  • I 4 parlamentari appartenenti a Degel HaTorah hanno confermato l’astensione assoluta, escludendo sia Netanyahu che lo sfidante.
  • I 3 deputati di Agudat Yisrael hanno invece scelto di mantenere la riserva, valutando gli sviluppi prima di una presa di posizione definitiva.

Resta incerto anche l’orientamento della Lista Unita a trazione araba, che deve ancora decidere se far convergere i propri voti su Eisenkot o imboccare la strada dell’astensione tattica.

Verità e miti sui blocchi parlamentari

Una convinzione diffusa descrive le formazioni arabe e i gruppi ultraortodossi come attori vincolati a schemi rigidi e incapaci di dialogare fuori dai recinti tradizionali. I fatti odierni smentiscono questa lettura: sia Ra’am che le correnti religiose dimostrano un pragmatismo guidato da rivendicazioni concrete per i propri elettori, preferendo la flessibilità negoziale all’appartenenza a vita a un singolo schieramento.

Gruppo parlamentare Candidato indicato alla presidenza
Ra’am (8 seggi) Gadi Eisenkot
Yashar Gadi Eisenkot
I Democratici Gadi Eisenkot
B’Yachad Gadi Eisenkot
Likud Benjamin Netanyahu
Otzma Yehudit Benjamin Netanyahu
Degel HaTorah (Ebraismo della Torah) Nessun candidato (astensione)

Spetta ora al presidente Isaac Herzog tirare le somme di questa complessa sequenza di consultazioni. Con i numeri distribuiti tra posizionamenti fermi e astensioni pesanti, l’incarico per comporre il governo si giocherà sulla capacità di aggregare mondi storicamente contrapposti.

💬 La scelta di convergere su Eisenkot e l’isolamento parziale di Netanyahu possono segnare una fase politica del tutto inedita.

✨ Le dinamiche parlamentari mostrano come nessun accordo possa più considerarsi garantito in partenza.

👇 Quale scenario ritieni più probabile per la tenuta di questa possibile coalizione? Lascia la tua opinione nei commenti qui sotto.

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