Cistite nel 50% delle donne e recidive nel 30%: perché l’urologo non cura solo gli uomini
Circa il 50-60% delle donne adulte affronta almeno un episodio di infezione urinaria nel corso della vita, con una su tre colpita prima dei 24 anni. Il 25-30% di chi sviluppa una cistite va incontro a una recidiva entro sei mesi.
La tendenza all’automedicazione resta elevata e porta spesso a un uso scorretto di farmaci, alla comparsa di resistenze batteriche e a terapie inefficaci. Persiste inoltre la convinzione errata che l’urologo sia una figura medica riservata esclusivamente ai pazienti di sesso maschile.
A chiarire il perimetro d’azione di questa branca medica interviene Vincenzo Mirone, presidente della Società Italiana di Urologia (SIU).
La differenza clinica tra urologia e ginecologia
L’urologo segue l’apparato genitale maschile, ma la sua attività primaria riguarda l’intero sistema urinario di entrambi i sessi: reni, ureteri, vescica e uretra. Il ginecologo si focalizza invece sull’apparato riproduttivo femminile, seguendo il ciclo mestruale, la fertilità, la gravidanza, la menopausa, l’utero e le ovaie.
Quando subentrano perdite involontarie, stimolo frequente, ritenzione o infezioni ricorrenti, la competenza diagnostica appartiene all’urologo. La collaborazione tra i due specialisti diventa fondamentale in quadri complessi come il prolasso pelvico o in presenza di alterazioni urinarie legate alla menopausa.

I segnali d’allarme che richiedono la visita
Molte donne considerano i disturbi minzionali una conseguenza inevitabile dell’avanzare dell’età, del parto o della menopausa. I sintomi legati alle disfunzioni urinarie devono invece essere analizzati tempestivamente attraverso valutazioni strumentali mirate.
- Incontinenza urinaria: sia da sforzo (perdite causate da tosse, starnuti o sollevamento pesi) sia da urgenza (perdite improvvise e incontrollabili).
- Alterazione della frequenza: bisogno continuo di urinare durante il giorno o la notte con sensazione di mancato svuotamento vescicale.
- Cistiti recidivanti: bruciori e dolori costanti che compaiono frequentemente dopo i rapporti o durante il climaterio.
- Calcolosi renale o vescicale: patologia comune a entrambi i sessi che richiede terapie mirate.
Ematuria e patologie neurologiche
La presenza di sangue nelle urine (ematuria macroscopica), anche se verificata in un singolo episodio, impone sempre un controllo specialistico immediato. Questo segno viene spesso confuso con una comune cistite, ma richiede esami per escludere neoplasie a carico della vescica, dell’uretere o dei reni.
La neuro-urologia interviene nei pazienti affetti da patologie come sclerosi multipla, morbo di Parkinson, ictus o traumi spinali. In questi quadri clinici, l’alterazione del controllo vescicale viene gestita in équipe con neurologi e fisiatri, ricorrendo a farmaci dedicati, riabilitazione del pavimento pelvico, trattamenti mini-invasivi o chirurgia.
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