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Consiglio di Stato sulle graduatorie mediche: assegnati 1,25 punti in più a 27 candidati

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Consiglio di Stato sulle graduatorie mediche: assegnati 1,25 punti in più a 27 candidati
Consiglio di Stato sulle graduatorie mediche: assegnati 1,25 punti in più a 27 candidati

Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi presentati da 27 concorrenti del concorso per le Scuole di Specializzazione Medica, disponendo l’assegnazione di 1,25 punti aggiuntivi per un quesito d’esame controverso. Una decisione cautelare che apre una profonda revisione degli elenchi ufficiali e rimette in discussione l’accesso di migliaia di idonei alle sedi ospedaliere.

Il provvedimento dei giudici di secondo grado impone una correzione che tocca da vicino un test nazionale a cui hanno preso parte oltre 17mila professionisti della sanità. La decisione ruota intorno a una formulazione tecnica contestata dai partecipanti ma difesa fino a questo momento dall’amministrazione centrale.

«I 27 giovani medici ora dovranno avere 1,25 punti in più e questo andrà a influenzare l’intera graduatoria. Ora il ministero dovrà rivedere la sua posizione. Avevamo presentato istanze per segnalare un errore e prevenire questa situazione che potrebbe creare difficoltà a molti ragazzi. Ma le conseguenze sono queste».

A spiegare il quadro all’Adnkronos è l’avvocato Antonio De Angelis, il difensore che ha assistito i 27 ricorrenti nel contenzioso contro la decisione di primo grado e la linea del ministero.

Dalla bocciatura al Tar del Lazio all’ordinanza cautelare n. 4685

La vicenda ha avuto inizio lo scorso luglio, quando più di 17mila laureati in medicina si sono presentati alla prova selettiva nazionale. Subito dopo la diffusione dei risultati, una specifica domanda della prova ha sollevato dubbi immediati tra i banchi d’esame. Il ministero ha confermato la validità della propria chiave di correzione, respingendo le segnalazioni informali dei partecipanti.

Di fronte alla chiusura amministrativa, un gruppo di candidati ha avviato la trafila giudiziaria davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, che in prima battuta aveva respinto l’istanza. Come riporta Zazoom Social News, il quadro si è ribaltato a Palazzo Spada: i magistrati hanno emesso l’ordinanza cautelare numero 4685 dando ragione ai ricorrenti.

Cosa comporta l’attribuzione del punteggio e quali scenari restano aperti

Le parole del legale chiariscono la portata tecnica della vertenza: l’aggiunta di 1,25 punti non è un dettaglio marginale. Nelle graduatorie concorsuali a scorrimento, i centesimi di punto stabiliscono il diritto di accedere o meno a una disciplina o a una specifica sede universitaria. Spostare quel valore per 27 concorrenti significa ridisegnare la catena delle assegnazioni a monte e a valle dei loro posizionamenti.

La dichiarazione non implica tuttavia un annullamento totale dell’intera sessione concorsuale. Il verdetto obbliga l’amministrazione a riallineare i punteggi dei firmatari del ricorso. Resta da verificare se il ministero estenderà la rivalutazione all’intera platea o se limiterà l’adeguamento a chi ha formalmente impugnato l’esito della prova, fattore che potrebbe aprire un nuovo fronte di ricorsi a catena.

L’ansia dei partecipanti e l’appello per una soluzione rapida

L’effetto immediato dell’ordinanza si riflette sull’umore delle migliaia di medici in attesa di definire la propria carriera. Da un lato c’è la soddisfazione di chi ha visto riconosciuto un vizio nella prova, dall’altro la preoccupazione di chi vede slittare o mutare la propria destinazione.

Come racconta V-news.it, tra i candidati cresce l’attesa per le prossime mosse delle istituzioni competenti:

«Siamo tutti in attesa di capire come il ministero intenderà procedere, questa situazione non fa che aumentare l’ansia e l’incertezza in un percorso già complesso».

A delineare l’urgenza di un’uscita dall’impasse è stato lo stesso Antonio De Angelis, richiamando la responsabilità verso il percorso formativo degli aspiranti specialisti e l’impatto sul servizio sanitario: «Speriamo che questa situazione venga risolta rapidamente, per il bene di tutti. È fondamentale che i giovani medici possano intraprendere il loro percorso formativo senza ulteriori intoppi».

Sul tavolo resta ora la risposta formale del ministero, chiamato a indicare le modalità operative con cui darà esecuzione all’ordinanza e se interverrà con un ricalcolo generalizzato per tutti i partecipanti.

Il ministero riuscirà a recepire l’ordinanza senza bloccare l’inizio dei corsi per i nuovi medici specializzandi?

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