A diciassette anni Angelina Galiulina tornava a casa dopo mezzanotte. Lavorava dieci ore al giorno, studiava e assisteva la madre malata di tumore.
A fine giornata l’unico spazio percepito come proprio diventava il cibo. Mangiava fino a stare male, travolta subito dopo dalla vergogna e dalla convinzione di non avere abbastanza disciplina per rispettare una dieta.
La svolta è arrivata con una domanda insolita da parte di una nutrizionista: non cosa mangiasse o quanto pesasse, ma cosa provasse esattamente nei dieci minuti precedenti l’abbuffata.
La domanda che ha cambiato la prospettiva
Quell’interrogativo ha spostato l’attenzione dal sintomo alla causa. Il cibo non rappresentava la radice del malessere, ma l’anello finale di una catena generata da carichi emotivi ingestibili.
Convincersi di avere un difetto caratteriale spingeva Angelina verso punizioni continue, digiuni forzati e isolamento sociale. La disciplina, in realtà, non mancava: la applicava già ogni giorno per lavorare, studiare e sostenere economicamente la famiglia.
Capire che il comportamento alimentare rispondeva a un bisogno profondo ha aperto la strada a una formazione specifica nel campo della nutrizione integrativa.
Dall’incontro a Mosca alla nascita dell’impresa
Durante questo percorso personale si è inserito l’incontro con Matteo Sciaudone. I due si sono conosciuti a Mosca, fermati da una telecamera che riprendeva un video per YouTube alla fine di una scala mobile.
Osservando il paradosso di una ragazza ferrea nel quotidiano ma costantemente sconfitta dalle restrizioni alimentari, Matteo ha individuato un problema di sistema: se moltissime persone falliscono seguendo gli stessi schemi, la colpa non è degli individui, ma dell’approccio proposto dal mercato.
Matteo e Angelina al lavoro insieme.
Da questa visione condivisa ha preso forma Corposostenibile, realtà nata per combinare nutrizione, esercizio fisico e supporto psicologico, superando la logica della privazione.
Unire metodo, mente e sostenibilità
La costruzione del progetto ha richiesto l’abbandono del mito della perfezione a favore della costanza quotidiana. I protocolli rigidi lasciano spazio a piani alimentari compatibili con la vita reale, compresi impegni lavorativi, vacanze e relazioni sociali.
L’integrazione tra supporto psicologico ed educazione alimentare mira a evitare l’effetto rimbalzo tipico delle diete lampo, lavorando direttamente sui fattori di stress che scatenano le abbuffate.
I numeri di una rete integrata
L’azienda conta oggi quasi 300 figure professionali tra nutrizionisti, psicologi e coach. Nel tempo ha seguito oltre 17 mila persone, aggregando una platea online di 12 milioni di utenti.
Il modello operativo si basa sull’emancipazione del cliente: la struttura incentiva i professionisti a rendere la persona autonoma nel minor tempo possibile, anziché prolungare percorsi a tempo indefinito.


