Dieci anni fa Sergio Marchionne pianificava la rinascita di Alfa Romeo con un investimento miliardario su motori e architettura Giorgio. L’obiettivo dichiarato era sfidare direttamente BMW e raggiungere il traguardo di 400.000 vendite all’anno nel mondo.
Le tappe di quel percorso hanno portato su strada la Giulia e lo Stelvio, ma i volumi commerciali sono rimasti lontani dai target prefissati. Il marchio si prepara a chiudere l’anno senza superare la soglia delle 60.000 immatricolazioni complessive.
Il ridimensionamento della gamma e i nuovi vertici
La Tonale, introdotta nel 2022 su base tecnica Jeep Compass, ha subito una netta flessione dopo i primi riscontri positivi. I volumi odierni della casa poggiano in larga misura sulla Junior, modello del segmento B assemblato in Polonia sulla piattaforma condivisa con la Peugeot 2008.
Parallelamente si è completato il cambio al vertice all’interno di Stellantis. Santo Ficili guida il marchio da fine 2024, affiancato da Gilles Vidal alla direzione del design per i marchi europei e da Arnaud Belloni alla guida del marketing.
Tre modelli compatti alla base del nuovo piano
Il piano industriale prevede una razionalizzazione drastica per i prossimi anni. La Junior riceverà un aggiornamento di metà carriera, mentre la sostituta della Tonale nascerà sulla piattaforma STLA Medium condivisa con la Peugeot 3008.
Questo futuro modello crescerà nelle dimensioni rispetto all’attuale C-SUV e coprirà indirettamente anche lo spazio occupato finora dallo Stelvio. La base STLA One servirà invece per sviluppare una nuova Giulietta, strettamente imparentata con la prossima generazione della Peugeot 308.
Roadmap di sviluppo dei prodotti Alfa Romeo.
Prospetto industriale dei marchi italiani Stellantis.
Pianificazione industriale di Stellantis al 2030.
Il nodo del segmento D dopo lo stop a STLA Large
I progetti originari che prevedevano eredi dirette di Giulia e Stelvio sull’architettura STLA Large sono stati cancellati. Resta confermato lo studio di un singolo veicolo di segmento D programmato per il debutto entro il 2030.
Perché un grande SUV è escluso dalle opzioni
Un SUV di taglia superiore alla futura Tonale richiederebbe investimenti difficili da ammortizzare sui mercati europei. Un veicolo da oltre 80.000 euro, concorrente diretto di rivali come BMW X5, non corrisponde alla strategia di volumi attuali del brand.
La scelta ricadrà con ogni probabilità su una berlina o su una coupé con funzione di modello immagine. L’operazione dipende dalla condivisione della linea produttiva con altri marchi del gruppo automobilistico.
I tre scenari industriali: Dodge, Peugeot o Cassino
La prima ipotesi sfrutta il telaio della nuova Dodge Charger americana, sviluppata su STLA Large sia a due sia a quattro porte. L’Alfa Romeo diventerebbe però l’unico modello europeo del gruppo a utilizzare questa specifica architettura.
Architettura STLA Large utilizzata da Dodge.
La seconda opzione guarda a Peugeot, che prepara sette novità entro il 2030 tra cui una shooting brake di segmento D su base Dongfeng. Portare un’Alfa Romeo di alta gamma su un’architettura di derivazione cinese aprirebbe interrogativi complessi sul posizionamento sul mercato.
Pianificazione dei modelli futuri a marchio Peugeot.
La terza alternativa coinvolge Maserati, guidata dallo stesso Ficili. Entrambe le case condividono l’impianto laziale di Cassino, attualmente lontano dalla saturazione produttiva.
Veduta dello stabilimento automobilistico di Cassino.
Maserati deve definire il proprio piano industriale entro la fine del 2026 e cerca partner tecnologici per i modelli a venire. L’incertezza sul marchio del Tridente condiziona direttamente i tempi di approvazione per la vettura Alfa Romeo di segmento D.







