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Decreto scuola DL 170 stabilisce il tetto del 30% per alunni stranieri: cosa cambia per classi e famiglie

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Decreto scuola DL 170 stabilisce il tetto del 30% per alunni stranieri: cosa cambia per classi e famiglie
Decreto scuola DL 170 stabilisce il tetto del 30% per alunni stranieri: cosa cambia per classi e famiglie

Il Decreto Legge 170 fissa il limite massimo del 30% per la presenza di alunni stranieri nelle classi scolastiche e introduce interventi che spaziano dai corsi di italiano per le famiglie fino alla riorganizzazione degli istituti. La misura, entrata in vigore a inizio autunno con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale numero 227, punta a riequilibrare la composizione dei gruppi classe e a rafforzare l’apprendimento linguistico.

Questo provvedimento governativo interviene sull’organizzazione complessiva della scuola italiana. Oltre a ridefinire i parametri d’inserimento degli studenti con cittadinanza non italiana, il testo modifica la gestione del sostegno, rinomina gli istituti professionali e tecnici e stanzia nuove risorse economiche per sostenere la didattica.

Il tetto del 30% per alunni stranieri e la gestione delle iscrizioni

Il nodo centrale della riforma riguarda la soglia numerica nelle aule. A partire dall’anno scolastico 2027/2028, la formazione delle classi prime deve rispettare il tetto del 30% per una quota di alunni stranieri. L’obiettivo indicato dal testo legislativo è garantire una distribuzione equilibrata all’interno delle singole sedi scolastiche.

Quando le domande di iscrizione rendono impossibile osservare questo parametro all’interno del singolo istituto, entrano in campo gli Uffici scolastici territoriali. Questi ultimi, dopo aver ascoltato i dirigenti scolastici, concordano misure di smistamento tra le scuole limitrofe, mantenendo come principio guida la vicinanza alla residenza dello studente.

I tempi di attuazione differiscono a seconda del percorso degli allievi. Per chi si iscrive a percorso già avviato o entra in classi successive alla prima, il limite del 30% risulta operativo già dall’anno scolastico 2026/2027. Come segnala News Istruzione, per aiutare gli istituti che affrontano difficoltà nel raggiungere i parametri sono stanziati fondi dedicati all’italiano pari a 3,4 milioni di euro nel 2027 e a 14.139.760 euro a decorrere dal 2028.

Dall’entrata in vigore al percorso parlamentare del DL 170

Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, ha debuttato formalmente il 1° ottobre 2026. L’atto si trova al momento sotto la lente del Parlamento, che deve completare l’esame e la conversione definitiva entro il 29 novembre 2026 per evitare la decadenza o approvare correttivi.

Il testo affronta anche il rapporto tra le istituzioni educative e i nuclei familiari. La conoscenza della lingua italiana diventa un requisito operativo per garantire l’integrazione e il rispetto del patto di corresponsabilità educativa tra scuola e genitori.

Corsi di lingua per i genitori e divieto di volto coperto

Nei casi in cui persistano difficoltà linguistiche che ostacolano l’integrazione dell’alunno, le scuole devono inoltrare una segnalazione ai servizi sociali territoriali. I servizi attivano quindi un percorso formativo gratuito presso i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA), finalizzato al conseguimento di una certificazione pari almeno al livello A2.

Qualora un genitore non frequenti il corso dopo aver ricevuto una diffida formale, scatta una sanzione economica compresa tra 200 e 1.000 euro, a meno che non sussistano gravi e documentati motivi. Il decreto vieta inoltre la partecipazione alle attività scolastiche con il volto coperto o reso irriconoscibile, salvo comprovate esigenze sanitarie o didattiche. Questa violazione comporta una sanzione da 200 a 1.000 euro accertata dal dirigente e applicata dal prefetto.

Modifiche al PEI, arrivo del Latino e nuovi licei

Il provvedimento modifica l’articolo 7 del decreto legislativo 66/2017 relativo al Piano Educativo Individualizzato. Il documento non formula più la proposta sulle ore di sostegno per il singolo studente, ma stabilisce con specifica motivazione la quota oraria assegnata alla classe. Il Gruppo di Lavoro Operativo può deliberare anche se una componente regolarmente convocata risulta assente, così da scongiurare ritardi operativi.

Sul piano dell’ordinamento scolastico, gli istituti tecnici assumono il nome di licei tecnologici e gli istituti professionali diventano licei professionali, lasciando immutati i programmi orari e la struttura dei corsi. Nelle scuole medie arrivano moduli opzionali di lingua e cultura latina, mentre sul versante finanziario vengono stanziati 14 milioni di euro lordi nel 2026 per la retribuzione di posizione dei presidi, insieme a 30 milioni nel 2026 e 40 milioni nel 2027 per l’orientamento e la lotta alla dispersione.

Cosa comporta il provvedimento per il sistema scolastico

L’insieme delle misure contenute nel testo ridisegna la gestione quotidiana di segreterie e collegi dei docenti. L’introduzione di tetti percentuali obbliga le reti di scuole a coordinarsi sul territorio per evitare concentrazioni elevate in determinati plessi e garantire classi eterogenee.

Al tempo stesso, l’obbligo linguistico a carico delle famiglie richiede un raccordo costante tra uffici scolastici, servizi sociali comunali e centri per l’istruzione degli adulti. La tenuta dell’impianto dipenderà dall’efficacia dei fondi per il potenziamento dell’italiano e dalle modalità con cui le prefetture gestiranno le eventuali sanzioni.

Voce Dato
Provvedimento Decreto Legge 30 settembre 2026, n. 170
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n. 227
Data di entrata in vigore 1° ottobre 2026
Scadenza conversione in legge 29 novembre 2026
Soglia alunni stranieri 30% per le classi prime
Avvio del limite nelle classi prime Anno scolastico 2027/2028
Fondi lingua italiana dal 2028 14.139.760 euro
Nuove denominazioni Licei tecnologici e licei professionali

L’iter parlamentare per la conversione in legge proseguirà nelle prossime settimane fino alla scadenza del 29 novembre 2026, data entro cui le aule potranno confermare l’intero impianto o apportare modifiche alle norme.

Ritenete che il tetto del 30% e i corsi obbligatori per i genitori possano favorire una reale integrazione nelle aule italiane?

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