Il rientro in Italia di Alessandro Di Battista, programmato per il 4 settembre, è stato cancellato. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle resta ricoverato all’Avana da oltre sette giorni a seguito di un malore improvviso, identificato come un probabile ictus.
A bloccare la partenza è stato un intervento chirurgico eseguito direttamente nell’ospedale cubano dove si trova attualmente. La notizia dell’operazione, riportata da un lancio dell’agenzia Ansa, ha chiarito le ragioni dietro la decisione medica di vietare i viaggi aerei fino a nuova disposizione.
Il malore durante l’inchiesta e la degenza
Di Battista ha accusato il malore a Santa Clara, dove si trovava per realizzare un reportage giornalistico per conto de Il Fatto Quotidiano. Dopo un primo ricovero d’urgenza in condizioni critiche, le autorità sanitarie locali ne hanno disposto il trasferimento a L’Avana a 24 ore dall’evento.
Nelle ore successive all’episodio l’ex esponente politico ha ripreso conoscenza, riuscendo a comunicare con il personale medico e pubblicando brevi aggiornamenti sui propri profili social. L’associazione Schierarsi ha diffuso una nota ufficiale chiedendo riserbo e cautela sulle notizie riguardanti le sue condizioni di salute.
La gestione del rimpatrio e il supporto sanitario
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha offerto l’impiego immediato di un aereo di Stato per organizzare il rimpatrio protetto. Di Battista, intervenuto direttamente in un colloquio telefonico con il ministro, ha comunicato l’intenzione di farsi carico personalmente di tutte le spese relative al trasferimento.
Dall’Italia sono partiti due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma, inviati su iniziativa di Giuseppe Conte per seguire da vicino l’evoluzione del quadro clinico. Raggiunta l’isola anche l’ex compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia, madre dei suoi due figli.
Il programma di decollo dipenderà dai parametri post-operatori registrati dai medici a L’Avana nei prossimi giorni.

