Alessandro Di Battista si trova attualmente ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale “Hermanos Ameijeiras” di L’Avana, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico d’urgenza. Il quadro clinico dell’ex deputato ha subito un improvviso deterioramento nelle ultime ore, imponendo ai sanitari lo stop immediato al rimpatrio sanitario programmato verso l’Italia.
Il blocco del rientro sanitario a Roma
Il piano originario prevedeva il rientro a Roma attraverso un volo transoceanico a tappe a bordo di un’aeroambulanza privata. La destinazione finale era il Policlinico Gemelli, pronto ad accoglierlo per la prosecuzione delle terapie.
Il velivolo predisposto per il trasporto sanitario resta invece fermo alle Bahamas, a breve distanza dalle coste cubane. Le condizioni attuali dell’attivista non consentono di affrontare le sollecitazioni di una traversata aerea a lungo raggio.
Il malore durante il reportage
Di Battista aveva raggiunto Cuba per realizzare una serie di servizi giornalistici e documentari per conto de “Il Fatto Quotidiano”. L’emergenza sanitaria è scoppiata il 28 agosto, quando l’ex parlamentare è stato colpito da una violenta cefalea mentre lavorava nei pressi di Santa Clara, località situata a oltre 300 chilometri da L’Avana.
Dopo un primo accesso in una struttura ospedaliera locale, i medici hanno disposto il trasferimento d’urgenza nella capitale cubana. Da quel momento la famiglia ha mantenuto il massimo riserbo sulle diagnosi specifiche, limitandosi ad aggiornamenti essenziali.
Il supporto specialistico dall’Italia
Per affiancare l’équipe medica cubana sono arrivati dall’Italia due professionisti del Policlinico Gemelli: il neurochirurgo Giuseppe Della Pepa e l’anestesista-rianimatrice Isabella Melchionda. La missione medica ha visto anche il coinvolgimento dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto per facilitare il coordinamento scientifico.
Accanto a Di Battista si trovano la compagna Sahra Lahouasnia e alcuni collaboratori stretti. Luca Di Giuseppe, presidente dell’associazione “Schierarsi”, ha fatto rientro in Italia dopo aver seguito le prime fasi del ricovero, sottolineando la collaborazione costante fornita dall’ambasciatrice italiana a L’Avana, Simona Di Martino.
I chiarimenti sui costi del soccorso
Il caso ha innescato anche discussioni sull’impiego delle risorse pubbliche. Il giornalista Andrea Scanzi ha chiarito che Di Battista non ha mai sollecitato né considerato l’opzione di un volo di Stato.
I costi dell’aeroambulanza e dell’assistenza medica all’estero sono interamente coperti dalla polizza assicurativa privata stipulata dal reporter prima della partenza. La rete del Movimento 5 Stelle e il quotidiano diretto da Marco Travaglio avevano offerto supporto finanziario solo come eventuale fondo di riserva nel caso in cui i massimali assicurativi fossero risultati insufficienti.

