Egitto: scoperta a Saqqara la tomba di 4000 anni fa del custode dei segreti reali

Scavi archeologici nella necropoli di Saqqara in Egitto
Scavi archeologici all'interno della necropoli di Saqqara in Egitto.

Una missione archeologica guidata dal dottor Amr el Tayeb ha riportato alla luce a Saqqara la camera sepolcrale di Sekhentiu-Ptah, un alto funzionario vissuto durante l’Antico Regno (2700-2200 a.C.).

Il ritrovamento è avvenuto nel settore del Bubasteum, celebre area funeraria situata a poca distanza da Il Cairo. La tomba conteneva la falsa porta originaria e un intero corredo in alabastro perfettamente conservato.

Il ruolo di Sekhentiu-Ptah e il corredo in alabastro

Davanti alla falsa porta della camera funeraria, gli archeologi hanno recuperato un set rituale composto da un disco per le offerte, una tavola, un bacino per la purificazione, una bacinella e una brocca. Ogni singolo elemento in alabastro reca geroglifici dettagliati con il nome e gli incarichi del defunto.

Le iscrizioni testimoniano il potere e l’influenza di Sekhentiu-Ptah all’interno della corte faraonica.

I titoli onorifici del dignitario

  • Custode dei Segreti dei Decreti Reali
  • Sovrintendente di tutte le Opere del Re
  • Ciambellano Reale
  • Sovrintendente dei Documenti Reali
  • Sovrintendente degli Scribi
  • Sacerdote della dea Maat

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Reperti archeologici e manufatti rinvenuti durante gli scavi a Saqqara

I pozzi funerari e i sarcofagi del Periodo Tardo

Oltre alla sepoltura dell’Antico Regno, lo scavo ha identificato una complessa rete di pozzi funerari riutilizzati nel Periodo Tardo (VII-IV sec. a.C.), a quasi duemila anni di distanza dalla costruzione originaria.

Egitto: scoperta a Saqqara la tomba di 4000 anni fa del custode dei segreti reali

All’interno di queste strutture sono stati rinvenuti tre sarcofagi in pietra ancora sigillati, una statua lignea raffigurante un falco, frammenti di cartonnage dipinto, vasellame e più di cento statuette ushabti in faience.

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Dettaglio delle strutture funerarie e delle aperture scavate nella roccia

I rilievi indicano che parte del complesso fu violata già in epoca antica, come provano i passaggi aperti dai tombaroli tra i diversi ambienti sotterranei.

Il team di ricerca è attualmente impegnato nella catalogazione digitale e nell’analisi stratigrafica dei manufatti per definire le fasi cronologiche del sito prima della pubblicazione scientifica.

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