Il sorpasso storico sul 2003
Il parametro dell’estate 2003 va in archivio. Il 2026 fissa un nuovo primato di canicola, basato non solo su picchi isolati ma su una costanza prolungata nel tempo.
I primi segnali roventi sono comparsi nell’ultima settimana di maggio e proseguono anche nelle prime fasi di settembre. Le rilevazioni Arpav indicano che, senza un’inversione termica netta da qui a dicembre, l’anno in corso risulterà il più caldo dell’intera serie storica disponibile.
Agosto anomalo: +3,2 gradi oltre la media
Il trimestre si è chiuso con deficit di pioggia e temperature estreme. Sulle aree di pianura le massime di agosto non sono mai scese sotto i 35 gradi, raggiungendo picchi tra i 38 e i 39 gradi nelle zone interne e tra i 35 e i 38 sulla costa.
Per il Veneto si tratta del secondo agosto più caldo mai monitorato dalla rete regionale, con un’anomalia media di +3,2 gradi rispetto al trentennio 1991-2020. Il trend calcolato dai tecnici evidenzia una crescita delle temperature medie di agosto pari a 0,75 gradi per decennio, con una forte impennata registrata negli ultimi tre anni.
Notti tropicali e disagio da afa
I termometri hanno sfiorato i 40 gradi prima di Ferragosto nel Padovano: 39,2 gradi a Trebaseleghe, 39 a Cittadella e 38,8 a Teolo. Nelle province di Vicenza e Verona le minime notturne sono rimaste sopra i 26 gradi.
Le notti tropicali, con valori mai inferiori ai 20 gradi, sono state 18 in un solo mese: 13 in più rispetto allo standard 1991-2020 e un dato sei volte superiore rispetto alla media degli anni Novanta. L’indice Humidex, parametro del calore percepito combinato all’umidità, ha superato quota 50 tra Trevigiano e Veneziano.
Ghiacciai e permafrost in ritirata sulle Dolomiti
Il riscaldamento ha colpito duramente le quote montane. Nel Bellunese le medie mensili hanno registrato un incremento di 3 gradi rispetto alla norma, mentre i fondovalle hanno toccato massime comprese tra 30 e 34 gradi.
Lo zero termico ha oscillato tra un minimo di 3.480 metri e un picco di 4.805 metri. Sulla Marmolada la temperatura è scesa sotto lo zero soltanto per due notti nell’intero mese di agosto, accelerando la fusione della massa glaciale. Sul sito pilota del Piz Boè la stazione Arpav ha certificato l’assenza totale di ghiaccio nel sottosuolo: il permafrost è scomparso.

