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Monviso a 3.841 metri: il caldo record fonde il permafrost e sbriciola le pareti di roccia

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Monviso a 3.841 metri: il caldo record fonde il permafrost e sbriciola le pareti di roccia
Monviso a 3.841 metri: il caldo record fonde il permafrost e sbriciola le pareti di roccia

Il disgelo sgretola le pareti del Monviso

L’ondata di calore estivo colpisce duramente le quote più elevate delle Alpi Cozie. A quota 3.841 metri, il Monviso mostra gli effetti diretti delle anomalie termiche prolungate.

La montagna perde la sua tenuta strutturale a causa della fusione del ghiaccio fossile presente nelle fessure rocciose. Senza questo legante naturale, interi blocchi di pietra si staccano e precipitano a valle.

La perdita del collante naturale delle quote alpine

Il fenomeno interessa direttamente il permafrost, lo strato di terreno e roccia perennemente congelato che funge da malta ad alta quota. L’innalzamento costante dello zero termico accelera la destabilizzazione dei versanti.

Quando il ghiaccio interno si liquefa, le pareti perdono coesione meccanica. I crolli e le scariche di detriti si intensificano lungo i canali e le vie di salita classiche.

Vie alpinistiche a rischio distacchi continui

I distacchi di materiale roccioso modificano la morfologia stessa della montagna. I percorsi storici verso la cima registrano condizioni di pericolosità crescente a causa delle frane spontanee.

L’assenza di gelo notturno continuo impedisce il consolidamento temporaneo delle fessure, rendendo instabile anche la roccia apparentemente compatta lungo i contrafforti principali.

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