L’atto notarile per l’area destinata alla nuova moschea di Mestre è diventato pubblico. A stipularlo è stata l’associazione bengalese “Giovani per l’umanità”, guidata dal trentatreenne Prince Howlader, per acquisire il terreno di quasi ottomila metri quadri dell’ex segheria Rosso in via Giustizia.
Il documento, firmato il 30 luglio scorso a Monfalcone davanti al notaio Furio Gelletti, svela una formula contrattuale specifica: una compravendita risolutivamente condizionata dal valore complessivo di 1,5 milioni di euro.
I dettagli finanziari: dieci rate fino a fine 2028
L’articolo 5 del rogito fissa le tappe del piano di pagamento. Una prima tranche da 150mila euro era stata liquidata a marzo durante la firma del preliminare, seguita da un assegno da 40mila euro versato all’atto del passaggio notarile.
Il debito residuo ammonta a un milione e 310mila euro, suddiviso in dieci rate senza interessi da saldare entro il 31 dicembre 2028. Il calendario prevede una quota da 60mila euro a breve termine, una scadenza da 125mila euro fissata al 31 dicembre 2026 e rate successive da 150mila euro ciascuna.
Le clausole stringenti che fermano i cantieri
La natura condizionata della compravendita tutela l’erede della proprietà con paletti rigidissimi. Il mancato versamento di rate per una somma superiore all’ottava parte dell’importo totale, pari a 187.500 euro, comporterà la risoluzione immediata dell’accordo.
In tale scenario il venditore rientrerà in possesso dell’immobile, trattenendo tutti gli importi già incassati a titolo di penale.
Divieto assoluto di costruzione
Un vincolo contrattuale impedisce qualunque modifica allo stato dei luoghi e l’avvio di opere edilizie fino all’estinzione dell’ultima rata del 31 dicembre 2028. L’unica attività permessa all’associazione prima di quella scadenza resta la semplice demolizione dei ruderi industriali presenti sul lotto.
Il testo disciplina anche l’ipotesi della variante urbanistica richiesta al Comune di Venezia. Qualora la destinazione d’uso produttiva decada prima di un’eventuale risoluzione del contratto, la parte venditrice potrà recuperare l’area trattenendo fino a 600mila euro, cifra che si ridurrà a 350mila euro in assenza di modifiche di piano regolatore.
Lo scontro frontale con Anna Maria Cisint
Parallelamente agli aspetti tecnici, la vicenda alimenta uno scontro politico e giudiziario ad altissima tensione. Prince Howlader ha preannunciato un’azione legale per istigazione all’odio razziale, islamofobia e razzismo ai danni dell’europarlamentare leghista Anna Maria Cisint.
L’ex sindaca di Monfalcone, firmataria di un esposto indirizzato alla Guardia di Finanza sulla provenienza dei fondi, respinge gli addebiti e rilancia l’offensiva pretendendo la totale trasparenza contabile dell’ente religioso.

