Greta Scarano ha trasformato la passerella della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia in una piattaforma di protesta. Sul red carpet del film The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, l’attrice ha messo in scena una breve performance per denunciare la piaga dei femminicidi e la violenza sulle donne.
Presentatasi con un lungo abito rosso, Scarano si è fermata davanti ai fotografi e ha tracciato una linea sul volto con il rossetto. Subito dopo ha sollevato la mano aperta verso l’obiettivo, nel classico gesto internazionale che intima l’alt alla violenza di genere.
Il ruolo istituzionale alla Mostra
L’attrice è stata scelta per condurre le cerimonie di apertura e di chiusura della kermesse lagunare insieme al collega Nicolas Maupas. L’incarico ufficiale non le ha impedito di manifestare pubblicamente le proprie posizioni etiche e politiche.
Già durante i primi photocall del festival, l’attrice si era fatta notare per aver mostrato ai fotografi un ventaglio decorato con una fetta di anguria, grafica diffusamente utilizzata a livello internazionale per simboleggiare la resistenza del popolo palestinese.
Nessun filtro davanti alle telecamere
La linea espressa da Scarano era stata chiarita poco prima dell’avvio ufficiale della Mostra, durante un incontro dedicato alla presentazione del suo ruolo.
“Come sapete bene, ho sempre preso posizione, non ho mai avuto paura di farlo pubblicamente”, aveva sottolineato. “Non è cambiato assolutamente nulla, neanche adesso che ricopro questo ruolo. Non credo che io debba essere più prudente o meno coerente rispetto a quelle che sono sempre state le mie posizioni”.

