iPhone: disattivare l’AI può liberare fino a 21 GB di memoria

Smartphone con gestione file accanto a memoria esterna
Lo spazio di archiviazione sui telefoni moderni viene spesso occupato dai modelli di intelligenza artificiale eseguiti in locale.

Sui modelli recenti di iPhone è possibile recuperare una quantità considerevole di memoria senza eliminare scatti personali, filmati o applicazioni. La procedura richiede semplicemente la disattivazione di una voce specifica legata all’elaborazione neurale.

I modelli linguistici e gli strumenti locali utilizzati dalle funzioni di intelligenza artificiale occupano diversi gigabyte nella partizione interna. L’impatto reale varia comunque in base al dispositivo, alla versione del firmware e agli strumenti effettivamente abilitati.

Il test su Reddit: 21 GB recuperati disattivando Apple Intelligence

La questione è emersa all’interno della community Reddit dedicata a iPhone. Un utente ha documentato un crollo immediato dello spazio occupato dopo aver spento Apple Intelligence, la suite AI introdotta da Apple.

Nel caso specifico, lo spazio liberato ha superato i 21 GB. Il test è stato condotto su una versione beta per sviluppatori di iOS 18, un ambiente software noto per ospitare file di diagnostica, modelli non compressi e archivi temporanei che non sempre rispecchiano le versioni definitive.

Nelle release stabili il risparmio tende a essere più contenuto, assestandosi spesso su pochi gigabyte. I risultati non sono universali: dipendono dall’architettura del modello e dal carico di lavoro accumulato dal processore neurale.

Cosa succede alla memoria dell’app Foto

Per indicizzare la libreria dell’app Foto, identificare volti e oggetti ed elaborare funzioni generative direttamente sul dispositivo, il sistema operativo crea database locali e file di supporto. Spegnendo le funzioni intelligenti, iOS svuota rapidamente gran parte di questi pacchetti.

Smartphone con schermata di gestione file accanto a un SSD esterno e un adattatore USB-C su una scrivania
Smartphone con schermata di gestione file accanto a un SSD esterno su una scrivania.

La pulizia non è necessariamente permanente. Un altro utente ha registrato una riduzione di circa 23 GB nella sezione Foto, per poi assistere a un ripopolamento parziale della memoria nel giro di trenta minuti a seguito dell’elaborazione di processi in background.

Il sistema operativo tende a riorganizzare i dati ricollocandoli sotto la voce di sistema o avviando nuovamente i download non appena le dipendenze software lo richiedono.

La gestione su iOS e l’equivalente su Android

Sui telefoni Apple compatibili, la verifica si effettua dal menu Impostazioni, accedendo alla sezione Apple Intelligence per disabilitare l’interruttore. Un riavvio del terminale permette poi di controllare le modifiche effettive nel riepilogo di Spazio iPhone.

Uno scenario analogo riguarda il mondo Android, in particolare la gamma Google Pixel basata su AICore e sul modello Gemini Nano. Entrando in Impostazioni, nella schermata App, è possibile localizzare il pacchetto AICore, aprire la scheda Spazio di archiviazione e cache e procedere con l’azzeramento dei dati.

La rimozione di questi elementi comporta la disattivazione immediata di trascrizioni avanzate offline, riepiloghi testuali automatici e risposte rapide generate localmente dal silicio.

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