Il comparto orafo italiano fa i conti con un brusco rallentamento dei ritmi produttivi. Gli ultimi dati diffusi da Federorafi registrano una flessione del fatturato pari al 5% nel 2025 e al 2% nei primi sei mesi del 2026, pur conservando un margine positivo del 50% rispetto ai livelli del 2019.
A preoccupare le aziende è soprattutto la frenata industriale interna, che spinge i principali poli produttivi della penisola verso una strategia comune.
La flessione dell’attività e l’andamento sui mercati esteri
I volumi produttivi del settore hanno subito un arretramento del 13,8% nel 2025, seguito da una contrazione del 22% su base semestrale. Questo calo ha riportato l’attività manifatturiera sui valori registrati prima dell’emergenza pandemica del 2019.
Nei primi cinque mesi del 2026 le esportazioni nazionali di gioielleria in oro hanno raggiunto quota 4,4 miliardi di euro, segnando un ribasso del 15%. Il decremento si attesta al 13,9% considerando l’insieme degli articoli da indosso comprendenti argento e metalli placcati.
La risposta della domanda estera
Il quadro dell’export presenta dinamiche differenti a seconda delle aree geografiche. Escludendo l’impatto straordinario della Turchia registrato nel 2024, le vendite oltreconfine indicano un incremento reale del 15%.
A sostenere le spedizioni internazionali è in particolare il mercato statunitense, che ha mostrato una netta ripresa con una crescita del 29%.
L’alleanza tra distretti e il piano da 60 milioni
Dalla fiera orafa di Vicenza è partita la proposta di un fronte unico tra le regioni cardine del Made in Italy: Campania, Veneto, Piemonte e Toscana. L’iniziativa punta a unire le forze sulle partite strategiche legate alle normative, alla gestione della filiera e all’aggiornamento delle competenze professionali.
L’assessore alle attività produttive della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, ha formalizzato il piano d’intesa insieme a Vincenzo Giannotti, alla guida del Distretto orafo campano, davanti alle 40 imprese regionali presenti alla manifestazione vicentina.
Il progetto campano prevede lo stanziamento di 60 milioni di euro nell’arco di un triennio. Le risorse sosterranno l’intera catena del valore e punteranno sulla formazione avanzata tramite la Tarì Design School di Marcianise, la scuola Bulla del Consorzio Borgo Orefici di Napoli e il Polo del corallo di Torre del Greco, con un bando dedicato alle aziende orafi in dirittura d’arrivo.

