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Pensioni di dicembre 2026 più ricche: arrivano tredicesima, bonus e stop alle addizionali
Il pagamento delle pensioni dicembre 2026 registrerà un incremento netto tangibile sul conto corrente di milioni di pensionati italiani. L’ultimo cedolino dell’anno racchiude una combinazione di fattori contabili favorevoli: l’accredito della tredicesima mensilità, la fine temporanea dei prelievi fiscali per le imposte territoriali e l’eventuale erogazione di un contributo economico aggiuntivo. La cifra finale, tuttavia, non corrisponderà a un matematico raddoppio dell’assegno ordinario per via del regime fiscale e di un’assenza rilevante sul fronte della rivalutazione.
A definire l’ammontare esatto concorrono diversi elementi patrimoniali e anagrafici. Comprendere come si scompone l’importo di fine anno permette di evitare false aspettative e di verificare l’esattezza dei pagamenti gestiti dall’INPS.
Perché a dicembre si azzerano le addizionali regionali e comunali?
Il primo elemento che fa salire l’importo netto dell’assegno rispetto ai mesi precedenti riguarda la tassazione locale. Nel cedolino di fine anno le addizionali regionali e comunali non vengono applicate. La normativa tributaria stabilisce infatti che queste trattenute siano ripartite in 11 rate mensili, spalmate esclusivamente nel periodo compreso tra gennaio e novembre.
A dicembre il trattamento pensionistico risulta quindi totalmente libero da questo specifico prelievo. Il risparmio varia a seconda della regione e del comune di residenza del pensionato, traducendosi in un netto più elevato a parità di imponibile lordo. Questa boccata d’ossigeno fiscale si affianca all’arrivo della mensilità supplementare.
Tredicesima e quattordicesima posticipata: come funzionano i calcoli
La componente principale dell’incremento risiede nella tredicesima. Per chi ha percepito la pensione per l’intero anno, l’importo lordo aggiuntivo corrisponde a una mensilità piena. Chi è andato in pensione nel corso del 2026 riceverà invece una quota riparametrata, calcolata esclusivamente sui mesi di effettivo pensionamento maturati nell’anno.
Sul piano fiscale, la tredicesima non beneficia di detrazioni per carichi di famiglia o per reddito da pensione. Di conseguenza, l’aliquota Irpef ordinaria incide sull’importo lordo: l’accredito complessivo di dicembre risulterà più consistente, ma l’importo netto non raddoppierà in modo speculare rispetto a un mese standard.
Chi incasserà la quattordicesima nel cedolino di fine anno?
Per una platea specifica di beneficiari, il mese di dicembre segna anche il momento dell’accredito della quattordicesima mensilità. Questa prestazione, erogata solitamente a luglio, spetta a fine anno a due categorie precise:
- Coloro che hanno compiuto 64 anni di età durante il secondo semestre del 2026.
- Chi è diventato titolare di trattamento pensionistico nel corso del 2026 pur avendo già raggiunto il requisito anagrafico prima della finestra estiva.
L’erogazione è legata a specifici limiti reddituali e viene attribuita in via provvisoria dall’INPS. Qualora i requisiti risultino soddisfatti ma l’importo non compaia nel cedolino, il pensionato può richiederne l’accredito inoltrando una domanda di ricostituzione reddituale.
Bonus di 154,94 euro: a chi spetta e quali sono le soglie di reddito
Ai trattamenti pensionistici medio-bassi viene garantito l’accesso al contributo straordinario introdotto dalla Legge 388/2000. Si tratta di un’integrazione forfettaria pari a 154,94 euro, erogata d’ufficio con la rata di fine anno solo se si rientra in parametri economici ben definiti.
Come riporta Il Giornale, il beneficio si divide tra importo pieno e quota parziale in base al trattamento annuo complessivo:
- Importo pieno: spetta a chi ha un trattamento pensionistico annuo non superiore al trattamento minimo, fissato a 7.954,05 euro.
- Importo parziale: viene liquidato a chi percepisce una pensione annua compresa tra 7.954,05 euro e il tetto massimo di 8.108,99 euro (la somma copre unicamente il differenziale fino a quest’ultimo valore).
Oltre all’importo della pensione, bisogna rispettare severi tetti sul reddito imponibile complessivo ai fini Irpef: non si devono oltrepassare gli 11.931,08 euro individuali. In presenza di coniuge o partner in unione civile, il reddito di coppia non deve eccedere la soglia di 23.862,15 euro.
L’erogazione del bonus aggiuntivo di 154,94 euro è subordinata al doppio requisito: il controllo sull’assegno pensionistico annuo e la verifica del reddito imponibile Irpef complessivo personale e coniugale.
Il mito degli arretrati: nessuna liquidazione per la rivalutazione
Una credenza diffusa associa tradizionalmente il mese di dicembre al saldo di arretrati legati alla perequazione automatica dell’indice di inflazione. Nel cedolino di quest’anno questa voce non esisterà. L’adeguamento provvisorio dell’1,4%, inserito il 1° gennaio scorso, è coinciso esattamente con la variazione annua definitiva registrata dall’indice FOI Istat del 2025.
Non essendoci discrepanze tra la stima preliminare e il dato consolidato, l’istituto di previdenza non deve procedere ad alcun conguaglio perequativo: niente somme arretrate a credito, ma nemmeno recuperi a debito per i pensionati.
Le sole variazioni accessorie che possono modificare l’importo finale del cedolino derivano dalle risultanze contabili del Modello 730 integrativo o rettificativo elaborato dall’Agenzia delle Entrate, per il quale l’INPS agisce da sostituto d’imposta con eventuali rimborsi a credito o trattenute a debito.
| Elemento del cedolino | Effetto economico a dicembre 2026 |
|---|---|
| Addizionali locali (regionali e comunali) | Zero trattenute (prelievo concluso a novembre con la rata 11) |
| Tredicesima mensilità | Accredito pieno o riparametrato in base ai mesi di pensione maturati |
| Quattordicesima (differita) | Erogata a chi ha raggiunto i 64 anni nel secondo semestre |
| Bonus Legge 388/2000 | Fino a 154,94 euro per pensioni fino a 8.108,99 euro annui |
| Arretrati di rivalutazione | Assenti (tasso provvisorio 1,4% coincidente con il FOI definitivo) |
| Conguagli Modello 730 | Eventuale rimborso o debito fiscale da dichiarazione integrativa |
I dettagli analitici delle singole voci saranno consultabili a breve all’interno del portale telematico dell’ente, accedendo all’area personale del fascicolo previdenziale tramite le proprie credenziali digitali.
I pagamenti avverranno secondo il calendario bancario e postale prefissato all’apertura del mese.
Avete già verificato se il vostro cedolino include il bonus di fine anno o la quattordicesima? Scrivetelo nei commenti.

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