Skip to content

NotizieNew

Sciopero dei camionisti: blocco al Sud, scaffali vuoti e tavolo al MIT

/ 5 min read 0
Camion in fila e traffico rallentato lungo l'autostrada durante la protesta degli autotrasportatori
Mezzi pesanti fermi lungo i principali snodi del Sud durante la mobilitazione contro il caro gasolio.

Il fermo dell’autotrasporto paralizza le arterie stradali del Mezzogiorno con presidi che hanno bloccato tratti chiave della rete autostradale, svuotato i banchi dei supermercati e portato il governo ad aprire un confronto immediato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I camionisti mantengono le posizioni su snodi critici e porti commerciali, chiedendo interventi strutturali sul prezzo del carburante e lo sblocco immediato dei fondi pubblici destinati al settore.

La protesta, partita inizialmente tra Puglia e Calabria, ha allargato il proprio raggio d’azione coinvolgendo Campania, Sicilia, Basilicata e Molise, aggregando anche il comparto agricolo. Con la circolazione delle merci ridotta al minimo, i centri di distribuzione alimentare e i punti vendita al dettaglio registrano le prime rotture di stock, innescando una corsa all’approvvigionamento che rischia di complicare la gestione logistica delle prossime giornate.

Autostrade e porti: i punti critici della circolazione

I disagi maggiori per la viabilità si concentrano in Campania e Sicilia, dove il blocco dei mezzi pesanti ha generato lunghe code e rallentamenti a catena. Sulla rete autostradale campana, presidi e rallentamenti hanno interessato l’autostrada A1 tra Napoli e Caserta e l’autostrada A30 nella tratta tra Caserta e Salerno. A Napoli, i tir hanno ostacolato l’accesso al varco Bausan del porto commerciale, mentre nel casertano le proteste hanno interrotto le normali operazioni di carico e scarico merci presso le piattaforme logistiche della Grande distribuzione organizzata.

In Sicilia, la mobilitazione coinvolge anche i coltivatori. Circa trenta trattori dell’associazione Agrisat hanno occupato la statale Palermo-Agrigento all’altezza dello svincolo di Bolognetta, mentre un secondo presidio ha rallentato il transito sulla statale 117 bis all’altezza della rotatoria per Niscemi. Il coordinatore del comitato autotrasportatori siciliani Salvatore Bella ha ribadito il blocco della movimentazione dei semirimorchi nei porti dell’isola fino al termine della finestra di mobilitazione indetta dalla categoria.

Non avendo avuto nessun riscontro da parte del governo nazionale alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante e nessuna notizia relativa ai pagamenti del sea modal shift, il comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia. Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il governo non ci darà delle risposte.

Quali settori subiscono i contraccolpi più pesanti?

L’interruzione della catena logistica si ripercuote direttamente sulla disponibilità dei beni di prima necessità. A risentire maggiormente del blocco sono i reparti dei freschi e freschissimi: verdura, frutta, carne e latte registrano ritardi insostenibili di consegna e rischiano di deperire prima di approdare sui banchi di vendita. Diverse stazioni di servizio segnalano pompe a secco per il mancato arrivo delle autocisterne, mentre i cantieri edili soffrono il blocco delle forniture di materie prime. Restano invece garantite, al di fuori del perimetro delle agitazioni, le consegne destinate ai presidi sanitari e ai medicinali essenziali.

Il nodo dei costi: carburante e incentivi statali

Il nodo dei costi: carburante e incentivi statali

Alla base del malcontento non c’è una generica rimostranza sindacale, bensì un conto economico diventato insostenibile per i singoli padroncini e le flotte di trasporto merci. A fronte di sconti parziali o tetti temporanei applicati da colossi energetici come Eni ed Enilive, la spesa per ogni singolo rifornimento incide in maniera drastica sui bilanci operativi. Secondo il presidente di Agrisat Franco Calderone, un singolo trattore impiegato per i lavori agricoli richiede circa 300 euro di gasolio a giornata lavorativa, rendendo vani ribassi marginali di 15 centesimi al litro e spingendo inevitabilmente verso l’alto i prezzi finali dei prodotti ortofrutticoli al banco.

Un ulteriore fronte di frizione riguarda il sea modal shift, la misura di incentivazione statale gestita da Ram SpA per conto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti volta a decongestionare la rete viaria trasferendo il traffico merci pesante dalle autostrade alle rotte marittime di corto raggio. Il mancato sblocco dei pagamenti di questo programma ha spinto le sigle autonome a confermare la totale serrata dei mezzi pesanti.

Aspetto della mobilitazione Stato attuale e dettagli operativi
Tratte stradali coinvolte Autostrade A1 e A30 in Campania, SS Palermo-Agrigento e SS 117 bis in Sicilia
Nodi portuali e logistici Varco Bausan a Napoli, porti merci della Sicilia e depositi alimentari nel Casertano
Filiere più colpite Distribuzione alimentare di prodotti deperibili, stazioni di servizio e cantieri edili
Rivendicazioni principali Tetto al caro gasolio e liquidazione dei fondi per il programma sea modal shift

Falso mito e realtà sui rifornimenti e sulle merci

Tra gli automobilisti e le famiglie si è diffusa rapidamente l’idea che l’intera penisola sia sull’orlo di un blocco totale delle scorte, portando a file immotivate presso le pompe di benzina anche al di fuori dei perimetri interessati dalle agitazioni. La realtà operativa mostra invece una mappa a macchia di leopardo: la crisi di approvvigionamento riguarda specificamente gli hub del Mezzogiorno dove i presidi impediscono l’uscita dei mezzi pesanti dalle piattaforme logistiche.

Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori.

Questa l’analisi fornita da Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, a testimonianza di come l’impatto economico dipenda dalla rapidità con cui riprenderanno i transiti regolari. Anche la convinzione che le farmacie rimarranno prive di medicinali non corrisponde al quadro attuale: le forniture sanitarie continuano a viaggiare attraverso corridoi protetti ed esclusioni concordate.

Il tavolo con il governo per superare il fermo

Il tavolo con il governo per superare il fermo

La soluzione della vertenza passa ora per il confronto istituzionale. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha convocato le rappresentanze dell’autotrasporto, estendendo la partecipazione ai comitati autonomi operativi in Calabria, Sicilia e Puglia.

Le richieste sul tavolo dei negoziati comprendono misure dirette per calmierare il gasolio e l’erogazione tempestiva delle risorse arretrate destinate al trasporto combinato. Il Ministero ha annunciato l’intenzione di sbloccare i fondi bloccati per ristabilire la piena operatività della logistica nazionale e liberare le carreggiate occupate da tir e mezzi agricoli.

📱 Hai riscontrato disagi o scaffali vuoti nei supermercati della tua zona?

👇 Lascia un commento qui sotto per segnalare lo stato dei rifornimenti nella tua città.

✨ Condividi l’articolo con chi viaggia per lavoro per tenerlo informato sulla viabilità.

Stay in the loop
Prefer this source in Google

What to read next

Read the Beeps! Don’t miss today’s short summaries
Sciopero dei camionisti: blocco al Sud, scaffali vuoti e tavolo al MIT

Top tips this week