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Stefania Rocca debutta alla regia con L’ora di tutti: il cinema, l’amore e le nozze a New York
Stefania Rocca attrice e interprete tra le più versatili del panorama italiano, firma il suo debutto alla regia cinematografica a 55 anni con il lungometraggio L’ora di tutti, presentato alla Festa del cinema di Roma dopo oltre trent’anni trascorsi davanti alla macchina da presa. L’opera traspone sul grande schermo il celebre romanzo di Maria Corti dedicato al drammatico assedio di Otranto del 1480 da parte dell’Impero Ottomano, affidando i ruoli principali ad attori come Alessio Boni e Alice Pagani.
Questo passaggio dietro la cinepresa arriva a tre anni di distanza dal primo esperimento registico a teatro con lo spettacolo La madre di Eva, tratto dal testo di Silvia Ferreri. Un percorso artistico guidato dal rifiuto netto delle etichette e dalla volontà dichiarata di mettersi alla prova fuori dalla propria zona di sicurezza, accettando la possibilità di sbagliare pur di scoprire nuove sfumature espressive.
Dall’assedio di Otranto alla regia cinematografica

Le riprese de L’ora di tutti si sono svolte interamente in Salento, territorio a cui la regista è legata anche attraverso il proprio impegno culturale come direttrice del Festival di Otranto. La pellicola ricostruisce le vicende belliche del 1480, quando la flotta ottomana espugnò la città pugliese, snodo strategico fondamentale per gli equilibri dell’epoca tra Oriente e Occidente.
Per l’artista, torinese di nascita ma pugliese d’adozione, il progetto rappresenta la naturale evoluzione di un’affinità profonda con la regione. L’incontro con la Puglia ha preceduto e accompagnato una trasformazione personale radicale, segnata da un’apertura verso una terra caratterizzata da una storica mescolanza di popoli e linguaggi culturali.
Uscire dalla comfort zone, rischiare, e magari – anche sbagliando – fare un passo avanti e capire qualcosina in più di me.
Il cast e la ricostruzione storica
La narrazione corale vede protagonisti Alice Pagani e Alessio Boni, chiamati a dare volto alla resistenza della comunità salentina di fronte all’invasione turca. La cura filologica degli ambienti e la scelta di girare direttamente nei luoghi reali della vicenda hanno consentito di restituire sullo schermo l’autenticità descritta nelle pagine letterarie originarie.
La vita privata: il legame con Carlo Capasa e i figli
Lontano dai riflettori del set, la vita privata dell’attrice è saldamente legata dal 2005 a Carlo Capasa, figura centrale dell’imprenditoria tessile nazionale, presidente della Camera nazionale della moda italiana dal 2015 e cofondatore del marchio Costume National nel 1986 insieme al fratello Ennio. Capasa, originario di Lecce, condivide con la consorte le radici pugliesi.
Dalla relazione sono nati due figli: Leone Ariele nel 2007 e Zeno nel 2009. Entrambi i ragazzi sono cresciuti seguendo la madre durante le riprese e le tournée teatrali, coltivando nel tempo un forte impegno nello sport agonistico all’interno della Federazione italiana di atletica leggera.
| Aspetto | Dettaglio Biografico |
|---|---|
| Esordio regia cinematografica | L’ora di tutti (Festa del cinema di Roma) |
| Opere precedenti alla regia | Spettacolo teatrale La madre di Eva |
| Coniuge | Carlo Capasa (presidente Camera Moda) |
| Anno di nozze | 2013 (cerimonia civile a New York) |
| Figli | Leone Ariele (2007) e Zeno (2009) |
| Riconoscimenti principali | Globo d’oro, Roma Fiction Fest, nomination David e Nastri |
Le nozze a New York e il superamento delle paure

A dispetto di una storica diffidenza verso il vincolo matrimoniale, scaturita dalle separazioni vissute in famiglia e tra gli amici d’infanzia, l’unione civile si è concretizzata nel 2013 durante un soggiorno a New York. La decisione è maturata all’improvviso, trasformandosi in una cerimonia privata priva di clamore mondano.
All’evento hanno preso parte esclusivamente i due figli, all’epoca di sei e quattro anni, e la cognata residente nella metropoli statunitense in veste di testimone ufficiale. Questa celebrazione discreta ha permesso all’interprete di aggirare l’ansia tipica delle grandi cerimonie pubbliche, proteggendo la sfera intima degli affetti familiari.
C’erano solo Leone, Zeno e mia cognata che vive a New York e che ci ha fatto da testimone. Ancora ora mi sembra impossibile! Ho sempre avuto paura del matrimonio: i miei genitori si sono separati e un sacco di amici, anche. Carlo mi ha fatto però passare questa paura.
Il percorso artistico di Stefania Rocca attrice annovera due candidature al David di Donatello, due ai Nastri d’argento, una vittoria al Globo d’oro e un premio al Roma Fiction Fest, confermando una traiettoria professionale eclettica che continua a spaziare dalla recitazione alla regia.
✨ La transizione professionale dietro la macchina da presa dimostra come sia possibile esplorare nuove forme narrative a qualsiasi punto della carriera.
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