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Svolta storica a Bruxelles sullo stop ai motori termici nel 2035: il Parlamento UE taglia i vincoli sulle emissioni e salva benzina e diesel con i carburanti rinnovabili
La fine totale dei motori a combustione interna fissata per il 2035 subisce una brusca battuta d’arresto a Bruxelles. La Commissione Ambiente del Parlamento europeo ha approvato una sostanziale revisione che riduce gli obiettivi di taglio della CO₂ per auto e veicoli commerciali, riaprendo formalmente le porte ai motori tradizionali alimentati da carburanti rinnovabili e a basse emissioni.
Il provvedimento, approvato con 48 voti a favore, 30 contrari e 2 astenuti, smantella il pilastro del divieto assoluto: la soglia di riduzione delle emissioni per le nuove autovetture scende dal 100% all’87,5% rispetto ai livelli del 2021. Un cambio di passo che ridisegna il percorso verso la transizione ecologica, introducendo flessibilità industriali finora impensabili.
I costruttori avranno a disposizione una scappatoia strategica legata alla filiera continentale: sarà possibile compensare fino a 7,5 punti percentuali di emissioni grazie all’impiego di acciaio europeo a basso impatto ambientale, portando l’obbligo effettivo finale a un target del 95%.
Addio al dogma dell’elettrico puro: cosa cambia davvero
La proposta modifica alla radice il perimetro normativo finora difeso dalle istituzioni europee. Per i veicoli commerciali leggeri, il vincolo di abbattimento della CO₂ per il 2035 crolla dal 100% all’80%, allentando la morsa su un comparto vitale per il trasporto merci.
La revisione tocca persino i target intermedi previsti per il 2030: per i furgoni, la riduzione richiesta scende dal 50% al 35%, un valore perfino più permissivo rispetto al 40% avanzato in precedenza dalla Commissione europea.
| Parametro normativo | Dettaglio della nuova proposta UE |
|---|---|
| Target emissioni auto 2035 | Riduzione all’87,5% (anziché 100%), compensabile fino al 95% con crediti |
| Target veicoli commerciali 2035 | Riduzione fissata all’80% (rispetto al 100% della disciplina attuale) |
| Obiettivo intermedio furgoni 2030 | Taglio ridotto al 35% (contro il 50% originario) |
| Definizione veicolo a zero emissioni | Include modelli alimentati solo con carburanti rinnovabili e low-carbon |
| Super-crediti per EV urbani (≤ 4,2 m) | Moltiplicatore a 1,4 per vetture a batteria prodotte nell’Unione Europea |
Il meccanismo dei super-crediti e la tutela del Made in Europe
La novità di maggior rilievo concettuale investe la stessa definizione legale di veicolo a zero emissioni. Il testo allarga la categoria: non comprenderà più solo i mezzi a scarico totalmente pulito, ma anche le vetture alimentate esclusivamente da carburanti rinnovabili e a basse emissioni capaci di rispettare precisi requisiti tecnici.
Questo passaggio riabilita i motori a combustione interna, sottraendoli al destino dell’elettrificazione forzata come unica via di omologazione sul mercato comunitario.
Per arginare la concorrenza estera e sostenere le fabbriche europee, il testo introduce una corsia preferenziale per le vetture prodotte nel continente:
- Moltiplicatore a 1,4 nel conteggio delle emissioni medie per le auto elettriche sotto i 4,2 metri prodotte nell’UE.
- Moltiplicatore a 1,2 riservato ai veicoli elettrici che dimostrano standard di efficienza energetica particolarmente elevati.
- Vantaggi operativi aggiuntivi destinati ai modelli immatricolati tramite canali di leasing sociale.
«Il nostro accordo segna una svolta per l’industria automobilistica europea. La decarbonizzazione non deve tradursi nell’imposizione di un’unica tecnologia.» — Massimiliano Salini (PPE), relatore del provvedimento
Mito contro realtà: il destino dei motori termici
Un diffuso equivoco collettivo riteneva che lo stop motori termici 2035 avrebbe imposto l’esclusiva circolazione di sole auto 100% a batteria nell’intero spazio comunitario.
La realtà legislativa delineata dalla Commissione Ambiente dimostra il contrario: l’apertura ai carburanti sintetici e rinnovabili, unita a target meno stringenti per i furgoni, restituisce spazio operativo all’ingegneria dei propulsori a pistoni.
La misura scaturisce dal pacchetto sulla competitività dell’automotive presentato dalla Commissione europea nel dicembre 2025, nato dal confronto diretto con costruttori, imprese e parti sociali per evitare la deindustrializzazione del settore.
Il percorso non è ancora concluso. Il voto sul mandato negoziale del Parlamento europeo è programmato per la sessione plenaria di dicembre 2026, prima del tavolo finale con i governi nazionali dei Ventisette.
💬 La battaglia per salvare i motori a combustione e riequilibrare la transizione verde entra nella sua fase più calda.
📱 Il confronto si sposterà ora tra i governi dei Paesi membri, dove i singoli Stati dovranno decidere se blindare l’industria o difendere i vincoli originari.
👇 Cosa ne pensi di questo allentamento sulle scadenze del 2035? Lascia la tua opinione nei commenti qui sotto.

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