Skip to content

NotizieNew

Un tesoro nei cassetti degli italiani: ogni 100 chili di vecchi smartphone ed elettrodomestici ne salvano 88 di materie prime, ma l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi UE

/ 3 min read 19 0
Un tesoro nei cassetti degli italiani: ogni 100 chili di vecchi smartphone ed elettrodomestici ne salvano 88 di materie prime, ma l'Italia è ancora lontana dagli obiettivi UE
Un tesoro nei cassetti degli italiani: ogni 100 chili di vecchi smartphone ed elettrodomestici ne salvano 88 di materie prime, ma l'Italia è ancora lontana dagli obiettivi UE

Nei cassetti delle case italiane si nasconde una miniera urbana: ogni 100 chilogrammi di rifiuti elettronici RAEE gestiti e avviati a trattamento, ben 88 vengono trasformati in nuove risorse riutilizzabili. Da vecchi telefoni, forni e schede elettroniche si estraggono ferro, rame, alluminio e persino tracce di oro, argento e terre rare.

Nonostante l’enorme potenziale circolare, una quantità impressionante di tecnologia inutilizzata non raggiunge mai gli impianti di recupero. Circa il 20% delle persone dichiara di conservare almeno tre vecchi smartphone inutilizzati, alimentando un blocco che penalizza la transizione ecologica nazionale.

I numeri del riciclo: cosa c’è dentro i nostri rifiuti tecnologici

A delineare la mappa del riciclo tecnologico nel Paese sono i dati diffusi da Erion WEEE, il principale consorzio italiano dedicato alla gestione dei RAEE domestici, che associa circa 1.600 produttori fondati sul principio della responsabilità estesa.

Il consorzio ha preso in carico 244 mila tonnellate di rifiuti tecnologici domestici, segnando un incremento del 3% nei volumi complessivi. Il dato più incoraggiante riguarda i piccoli apparecchi come smartphone, tablet e giocattoli elettronici, la cui raccolta ha registrato una crescita del 19%.

Al contrario, il flusso di televisori e monitor ha subito una contrazione del 7,5%. Restano invece costanti i grandi carichi composti da frigoriferi, condizionatori, lavatrici, forni, lavastoviglie e sorgenti luminose.

L’attività di riciclo su 100 kg di apparecchiature gestite permette di recuperare 88 kg di materie prime seconde, evitando lo spreco di risorse vergini sul pianeta.

I volumi estratti dal trattamento industriale restituiscono la reale portata economica e industriale di questo processo:

Materiale recuperato Quantità e corrispettivo reale
Ferro 130.000 tonnellate (pari all’acciaio di 18 Torri Eiffel)
Plastica Quasi 31.000 tonnellate reintrodotte nei cicli produttivi
Rame 6.000 tonnellate destinate a nuovi impieghi industriali
Alluminio Oltre 5.600 tonnellate (sufficienti per 350 milioni di lattine)

Il mito dell’apparecchio di scorta: perché conserviamo quello che dovremmo riciclare

Molti ritengono che lasciare un cellulare non funzionante in un cassetto sia un’abitudine innocua, giustificata dall’idea di conservare un dispositivo «di riserva». La realtà racconta l’opposto: trattenere questi dispositivi a tempo indeterminato sottrae all’industria metalli rari e preziosi, esponendo i componenti a un progressivo degrado.

La situazione diventa ancora più critica quando l’apparecchio dismesso finisce direttamente nel sacco nero dell’indifferenziata, disperdendo sostanze potenzialmente inquinanti e rendendo impossibile qualsiasi recupero.

Il divario con l’Europa: l’allarme sui piccoli RAEE

Le normative dell’Unione Europea impongono agli Stati membri un target di raccolta pari al 65% del peso medio delle apparecchiature immesse sul mercato nel triennio precedente. L’Italia accusa un ritardo marcato su questo fronte.

Sul segmento dei piccoli elettrodomestici e della micro-elettronica, la percentuale nazionale di raccolta è ferma ad appena il 17%. Per allinearsi ai parametri comunitari, la raccolta pro capite dovrebbe raggiungere circa 12 chilogrammi per abitante. Il dato effettivo si ferma a 6,22 chilogrammi complessivi, con una quota minima di appena 1,43 chilogrammi riservata ai piccoli dispositivi.

Come conferire correttamente i piccoli dispositivi elettronici

Per invertire questo trend e non perdere le risorse imprigionate nei dispositivi fuori uso, i cittadini hanno a disposizione percorsi dedicati e gratuiti:

  • Centri di raccolta comunali: le tradizionali isole ecologiche attrezzate con cassonetti specifici per le diverse categorie di RAEE.
  • Ritiro uno contro uno: al momento dell’acquisto di un nuovo elettrodomestico, il rivenditore è tenuto a ritirare gratuitamente quello vecchio equivalente.
  • Ritiro uno contro zero: nei punti vendita di elettronica con superfici rilevanti è possibile consegnare piccoli dispositivi (come smartphone o rasoi) senza alcun obbligo di nuovo acquisto.

Liberare spazio in casa corrisponde a restituire metalli strategici al sistema produttivo, riducendo l’impatto ambientale dell’estrazione primaria.

📱 Quanti vecchi smartphone o caricatori hai dimenticato nei cassetti della tua stanza?

💬 Controlla subito e racconta la tua esperienza nei commenti qui sotto.

✨ Condividi questo articolo per ricordare ad amici e parenti il valore reale dei rifiuti tecnologici.

Stay in the loop
Prefer this source in Google
Un tesoro nei cassetti degli italiani: ogni 100 chili di vecchi smartphone ed elettrodomestici ne salvano 88 di materie prime, ma l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi UE

Top tips this week

Sei a un solo clic di distanza! 🎉

⚠️ QUELLA SOTTO È SOLO UN'IMMAGINE DI ANTEPRIMA: Per abbonarti, fai clic sul pulsante nero "Vai su Google..." in basso, quindi tocca "Segui" su istitutoimpariamo.it nella schermata successiva come nell'esempio. 100% gratis.

Go to Google & Tap 'Follow' 🚀
Sicuro: è la pagina ufficiale di Google. Non vediamo il tuo account.
Cos’è?

Le fonti preferite sono una funzione di Google: scegli i siti di cui ti fidi e Google mostra le loro notizie più in alto per te. Senza, un sito piccolo come il nostro arriva in cima di rado. Basta una spunta su google.com: niente password, niente registrazione, e puoi toglierla quando vuoi nello stesso posto. Grazie, per noi conta davvero.