Vajont, rubano fiori e lumini sulla tomba di Daniel Tafa: «Ve li compro io, non lasciatelo al buio»

Vajont, rubano fiori e lumini sulla tomba di Daniel Tafa: «Ve li compro io, non lasciatelo al buio»
Vajont, rubano fiori e lumini sulla tomba di Daniel Tafa: «Ve li compro io, non lasciatelo al buio»

Furti ripetuti sulla sepoltura del giovane operaio

Continuano le sottrazioni sistematiche di fiori e candele dalla tomba di Daniel Tafa, il giovane operaio deceduto durante il turno di lavoro nella fabbrica Stm di Maniago. La famiglia, residente a Vajont, assiste da tempo alla sparizione periodica degli omaggi deposti sul loculo del ragazzo.

Il cimitero locale è diventato teatro di saccheggi mirati che colpiscono gli elementi lasciati per mantenere viva la memoria del giovane. Le sparizioni non riguardano solo i vasi floreali freschi, ma toccano costantemente i ceri votivi posizionati dai genitori.

La reazione della madre contro i raid al cimitero

A denunciare pubblicamente l’accaduto è la madre del ragazzo, Donika Tafa, esasperata dall’ennesimo episodio registrato sulla lapide del figlio. Il suo messaggio punta a fermare chi, con regolarità, svuota la sepoltura.

«Vorrei dire a quel genio che spesso e volentieri porta via dal cimitero fiori e candele… per favore puoi portare via fiori, tanto non succede niente perché li riporto il giorno dopo», ha scritto Donika Tafa sui canali social per segnalare la condotta del responsabile.

L’offerta di acquistare ceri per evitare il buio

Il punto critico per la famiglia riguarda lo spegnimento della luce simbolica posta a custodia della tomba. La madre ha spiegato la sofferenza generata dal trovare costantemente la lapide priva di illuminazione.

«Vi prego non portare via i lumini da mio figlio perché il pensiero che sta al buio mi fa soffocare, sto male», ha dichiarato la donna, arrivando a formulare una proposta diretta all’autore dei furti: «Vi prego ditemi che vi compero io quanto ne volete, ma non portate via quelli che sono là».

La richiesta di telecamere e sorveglianza

La vicenda riaccende l’attenzione sulla sicurezza e sulla tutela dei cimiteri nei territori di Vajont e Maniago. Diversi cittadini chiedono l’installazione di sistemi di videosorveglianza per scoraggiare le intrusioni e risalire all’identità di chi preleva indebitamente gli oggetti votivi.

I residenti sollecitano controlli più stringenti lungo il perimetro delle aree cimiteriali, chiedendo che non vengano liquidati come semplici bravate atti che feriscono i familiari delle vittime sul lavoro.

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