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Victoria’s Secret tra ali e rivoluzione: cosa è cambiato davvero nel marchio

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Modelle con le storiche ali sulla passerella di Victoria's Secret
Una sfilata storica del marchio americano con le iconiche ali da Angelo.

Victoria‘s Secret ha ridefinito il concetto di lingerie globale prima di affrontare una delle trasformazioni d’immagine più complesse della moda contemporanea. Il brand americano, celebre per le sue sfilate evento trasmesse in tutto il mondo, ha dovuto abbandonare i vecchi canoni estetici per rispondere a un mercato che chiedeva inclusività e modelli realistici.

Capire l’evoluzione della casa di moda significa ripercorrere il declino di un modello televisivo da milioni di spettatori e la successiva ricerca di un nuovo equilibrio. Dietro lustrini, ali monumentali e completi intimi si nascondono scelte aziendali che hanno segnato il costume pop degli ultimi decenni.

Come è nato il fenomeno di Victoria’s Secret?

Il marchio nasce a San Francisco nel 1977 su intuizione dell’imprenditore Roy Raymond, che voleva creare un negozio di intimo dove anche gli uomini potessero sentirsi a proprio agio nell’acquistare regali per le compagne. La vera svolta commerciale avviene nei primi anni Ottanta con il passaggio a Leslie Wexner, fondatore di L Brands, che trasforma la catena in una potenza di richiamo mondiale.

L’azienda punta su negozi curati, cataloghi patinati distribuiti in milioni di copie e un’estetica ispirata al glamour europeo. La consacrazione definitiva arriva nel 1995 con l’inaugurazione del Fashion Show annuale, diventato rapidamente un appuntamento mediatico globale capace di fondere passerella, concerti pop e intrattenimento televisivo.

Perché la classica sfilata era stata cancellata?

La trasmissione televisiva della sfilata è stata interrotta nel 2019 a causa di un crollo verticale degli ascolti e di crescenti critiche sull’assenza di diversità corporea ed etnica. Per oltre vent’anni lo spettacolo aveva proposto un unico ideale fisico, rigidamente standardizzato e sempre più lontano dalle richieste del pubblico contemporaneo.

A pesare sul destino dello show furono anche le controversie pubbliche legate al vertice aziendale e l’emergere di marchi concorrenti capaci di proporre collezioni adatte a ogni taglia. Di fronte alla perdita di quote di mercato e alla disaffezione delle fasce più giovani, la dirigenza scelse di sospendere il format tradizionale per azzerare l’impostazione promozionale.

Il ruolo storico degli Angeli

Il gruppo delle testimonial contrattualizzate, ribattezzate ufficialmente «Angeli», rappresentava il cuore della comunicazione del marchio. Indossare le celebri ali in passerella garantiva uno status professionale di vertice nel circuito della moda commerciale internazionale.

Chi sono state le modelle più famose del marchio?

Nomi come Gisele Bündchen, Adriana Lima, Heidi Klum e Alessandra Ambrosio hanno legato indissolubilmente la propria carriera al marchio per oltre un decennio. Ognuna di loro ha contribuito a trasformare la passerella in una vetrina capace di generare contratti milionari e una visibilità paragonabile a quella delle dive di Hollywood.

Anche top model delle generazioni successive, tra cui Miranda Kerr, Candice Swanepoel, Sara Sampaio e Taylor Hill, hanno ereditato quel ruolo, alternandosi nell’indossare il costosissimo Fantasy Bra, il reggiseno tempestato di pietre preziose presentato ogni anno come pezzo forte della collezione.

Come è cambiata l’immagine del brand negli anni recenti?

La trasformazione ha comportato l’abbandono delle etichette esclusive e l’apertura a testimonial provenienti dal mondo dello sport, dell’attivismo e dello spettacolo con fisicità e percorsi differenti. Il catalogo commerciale è stato ampliato per includere linee dedicate alla maternità, all’intimo post-operatorio e a una gamma di taglie nettamente più ampia rispetto al passato.

La nuova impostazione editoriale mira a ridefinire il concetto di sensualità, passando dalla visione orientata allo sguardo maschile a un’esperienza pensata per il benessere e le preferenze delle clienti. Campagne pubblicitarie con modelle curvy, atlete e professioniste di vari ambiti hanno gradualmente sostituito il vecchio modello promozionale.

Quali sono le differenze tra la vecchia e la nuova formula?

Il confronto diretto tra le due fasi storiche evidenzia una profonda ristrutturazione della strategia commerciale e di comunicazione.

Fase classica (1995-2018) Fase di rilancio
Canone estetico unico e standardizzato Inclusione di diverse corporature e tonalità
Spettacolo televisivo ad alto budget Formati ibridi digitali e contenuti streaming
Testimonial identificate come Angeli Collaborazioni con atlete, attiviste e volti dello spettacolo
Gamma taglie limitata nei punti vendita Estensione di misure e linee funzionali

E cosa riserva il futuro per la casa di moda?

Il percorso di rinnovamento deve costantemente bilanciare l’eredità storica legata all’intrattenimento spettacolare con la necessità di restare credibile sul fronte dell’inclusione. I vertici aziendali continuano a sperimentare formati promozionali capaci di richiamare l’attenzione del pubblico globale senza riproporre gli schemi rigidi del passato.

Cosa ne pensate dell’evoluzione di Victoria’s Secret: preferivate la formula storica delle sfilate o apprezzate la direzione attuale del brand? Scrivetelo nei commenti.

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